Presentato il volume "I salumi piacentini nella storia"

Il Consorzio Salumi Piacentini Dop ha presentato il volume “I salumi piacentini nella storia”, distribuito nelle scuole primarie di Piacenza, Pavia, Lodi e Milano.

Lo scopo dell’iniziativa è duplice: l’educazione alimentare ai prodotti locali e alla loro qualità, insieme alla storia e all’inscindibile legame tra territorio, storia, cultura e tradizioni enogastronomiche.

L’attenzione all’elemento didattico è completata dalle carte d’identità del salame, della coppa e della pancetta nella loro denominazione DOP. Un percorso interessante e divertente che avvicina le nuove generazioni alla storia del territorio. Antonio Grossetti, Presidente del Consorzio Salumi Dop Piacentini  sottolinea come “gli abitanti, attraverso il loro lavoro e l’ingegno, hanno saputo mantenere inalterato nel tempo le peculiari caratteristiche di importanti prodotti alimentari riconosciuti in tutto il mondo come unici e prestigiosi. Sviluppare queste conoscenze potrà contribuire a stimolare nei ragazzi il giusto senso di appartenenza”.

L’apprezzamento dei salumi piacentini ha radici antiche che partono sin dalla preistoria. Antichi ritrovamenti di suppellettili, create con ossa suine testimoniano la pratica dell’allevamento suino.

Anche la civiltà etrusca utilizzava statuette votive di suini selvatici come decorazioni degli spazi sepolcrali. Il conio di monete con l’effige di un suino nella città di Populonia (LI) risale al 500 a.C.

In epoca romana la vittoria nella battaglia della Trebbia, combattuta da Annibale durante l’attraversamento della Gallia Cisalpina (218 a.C), fu celebrata con un banchetto di suini selvatici.

Pregiati salumi impiegati anche come fini strumenti di diplomazia in Spagna. Nel 1700 il cardinale piacentino Giulio Alberoni  strinse alleanza con il generale francese Duca di Vendome, assicurando così i suoi servizi alla corte. La stessa regina Elisabetta Farnese, sposa di Filippo V di Spagna, riceveva regolarmente derrate alimentari dalla sua terra d’origine, conservate in contenitori di legno ricolmi di cenere per preservarne la qualità.