Italia leader di DOP e IGP: patrimonio da 13 miliardi

Una quantità certificata pari a 1,47 milioni di tonnellate di prodotti food e 23 milioni di ettolitri per il comparto wine per un valore complessivo di 13,4 miliardi di euro, una crescita del +4% su base annua e un peso del 10% sul fatturato totale dell’industria agroalimentare.
Anche il valore delle esportazioni (7,1 miliardi di euro) cresce rispetto all’anno precedente (+8,2%), attestandosi come traino fondamentale per il Made in Italy nel mondo, con un peso del 21% sul totale dell’export agroalimentare italiano.

Sono i dati che emergono dal XIII Rapporto Ismea-Qualivita, indagine socio-economica dei comparti agroalimentare e vitivinicolo Dop e Igp che è stata presentata ieri a Roma, durante la Giornata nazionale della qualità agroalimentare promossa dal Mipaaf in collaborazione con Ismea. 

L’Italia si conferma leader mondiale per numero di certificazioni, con 805 prodotti iscritti nel registro UE, di cui 282 food e 523 wine, suddivisi in 569 Dop, 234 Igp e 2 Stg.
Mentre a livello nazionale ad attestare il suo primato nel comparto food è proprio l’Emilia Romagna, con 43 tra Dop e Igp per un valore alla produzione di oltre 2,5 miliardi di euro, pari al 40% del dato nazionale e al 15% di quello europeo. Ad esempio, la provincia di Parma risulta il distretto con il maggior ritorno in termini economici, grazie al discreto numero di filiere Dop-Igp (12) che insistono nei comuni del territorio, ma soprattutto all’entità del valore economico ad esse collegato (basti pensare a prodotti come il Parmigiano Reggiano Dop e Prosciutto di Parma Dop).


Quello delle certificazioni è un sistema che garantisce non solo qualità, ma anche sicurezza e trasparenza grazie al lavoro dei 219 Consorzi di tutela riconosciuti dal Mipaaf. Inoltre, una dei dati più preziosi e di cui andare maggiormente fieri è che non esiste un solo comune italiano senza prodotti certificati, le aree di produzione delle denominazioni coinvolgono in maniera capillare il Bel Paese da nord a sud, con zone ad altra presenza di di filiere agroalimentari di qualità, come la nostra regione, ed altre con intensità minore.
Qualche dato nello specifico:

  • Nel 2014, nel comparto food è stata certificata una quantità pari a 1,47 milioni di tonnellate (+12,6% sul 2013), che ha permesso di raggiungere un valore alla produzione complessivo di 6,4 miliardi di euro per una crescita del +2,5% rispetto al 2013;
  • Trand più che positivi anche per l’export con una crescita del +13% rispetto al 2013;
  • La categoria leader delle DOP e IGP è quella degli ortofrutticoli con un’incidenza del 7% sul totale del comparto food e un valore alla produzione di 467 milioni di euro;
  • Per quanto riguarda i canali di vendita delle aziende produttrici, la Grande distribuzione organizzata si conferma il canale prevalente (45,8%), seguito dai grossisti (33,4%). 
  • Infine una curiosità, nell'agroalimentare, circa 30 milioni di euro sono investiti in comunicazione.

Oltre alle nuove Indicazioni Geografiche registrate nel 2015, nel corso dell’anno sono state presentate 12 richieste di registrazioni, effettuate 11 modifiche disciplinari, avanzate 10 domande di modifica a disciplinari e applicate due protezioni transitorie.