PRODOTTI DOP E IGP

Aceto balsamico tradizionale di Modena Dop
L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop è un condimento invecchiato che si ottiene tramite fermentazione zuccherina ed acetica del mosto, cotto a fuoco diretto, ottenuto dalle uve prodotte nel territorio della provincia di Modena. Di questo prodotto si hanno testimonianze fin dal Rinascimento. Oggi sono poco più di un centinaio le realtà che lo producono, immettendo sul mercato circa 70.000 confezioni, tutte certificate da una commissione di Esperti Gustatori. La qualità è garantita dal Consorzio Produttori Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. Il prodotto ha un colore bruno scuro, un profumo caratteristico, fragrante e complesso, dal sapore dolce e agro.

Aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia Dop
L’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia è un prodotto di elevata qualità, frutto del processo di fermentazione zuccherina e acetica del mosto cotto ottenuto dalle uve prodotte nella provincia di Reggio Emilia e di un lungo periodo, minimo 12 anni, di invecchiamento e affinamento in piccole botti, in determinate condizioni climatiche. Documenti storici relativi alla sua presenza giungono fino al 1100. Oggi è un prodotto di nicchia, tutelato da un regolamento di produzione estremamente rigoroso e restrittivo; l’organismo di tutela è il Consorzio dei Produttori. Il condimento ha un colore bruno scuro, limpido e lucente, un bouquet penetrante e un sapore dolce ed agro.

Aglio di Voghiera Dop
è un prodotto di nicchia che ha ottenuto il riconoscimento della DOP nel 2007. Il prodotto presenta una pezzatura omogenea, il colore è bianco e lucente. Le caratteristiche tipiche sono il bulbo rotondeggiante regolare, costituito da bulbilli uniti in forma compatta. La composizione chimica è un perfetto equilibrio tra enzimi, vitamine, sali minerali e flavonoidi che conferiscono una specifica identità genetica all’Aglio di Voghiera, che viene coltivato nei territori dei comuni di Voghiera, Masi Torello, Portomaggiore, Argenta e Ferrara nel rispetto del Disciplinare di Produzione.

Casciotta di Urbino Dop
Casciotta o caciotta è un nome usato per designare il formaggio, di circa un chilo di peso, prodotto dal contadino pastore soprattutto nell`Italia centrale. Di forma cilindrica, piatta e a scalzo basso con facce arrotondate, a pasta semicotta, friabile e compatta, è prodotto con latte intero di pecora (70-80%) e vaccino (per il restante 20-30%). Si produce solo da aprile a settembre e si caglia il latte alla temperatura di mungitura. La Casciotta di Urbino è utilizzata come formaggio da tavola ed ha un sapore piuttosto dolce dovuto dal grasso sulla sostanza secca che non può essere inferiore al 45%. La zona di produzione comprende la provincia di Pesaro e Urbino.

Coppa Piacentina Dop
La Coppa Piacentina è un prodotto di carne suina, salato e stagionato, di forma cilindrica e consistenza compatta. Al taglio, la fetta si presenta di colore rosso punteggiata dal bianco-rosato delle parti grasse. A tavola può essere consumata da sola come antipasto o secondo. La zona di produzione e lavorazione della coppa piacentina Dop riguarda la provincia di Piacenza. Le carni utilizzate provengono dagli allevamenti abilitati alla produzione del Prosciutto di Parma e San Daniele delle regioni Emilia-Romagna e Lombardia. Il prodotto è tutelato dal Consorzio Salumi Piacentini.

Culatello di Zibello Dop
Considerato ‘il Re dei salumi’, il Culatello di Zibello, dalla caratteristica  forma a pera, fa parte della tradizione norcina del Parmense, dove viene prodotto dalla Bassa fino alla zona pedemontana. Cuore e fulcro della produzione è la cittadina di Zibello, nelle vicinanze del Po, dove la forte presenza di umidità esalta le caratteristiche del pregiato salume durante la stagionatura. Il Culatello di Zibello si ricava dalla parte alta della coscia dei suini adulti. Dopo la salatura, viene stagionato per almeno un anno. La qualità è tutelata dal Consorzio del Culatello di Zibello. Si produce nei comuni di Busseto, Roccabianca, Polesine Parmense, San Secondo, Zibello, Sissa, Soragna e Colorno.

Formaggio di Fossa di Sogliano Dop
L’infossatura che conferisce la maturazione al formaggio è possibile solo nel territorio tradizionale che fa capo al soglianese ma il formaggio, vaccino, pecorino o misto, può provenire da un’area più vasta. E` previsa una sola infossata estiva, per una permanenza del formaggio in fossa di 80 - 100 giorni. Le caciotte, dal  peso da 0,6 a 2 kg, si presenteranno al consumo deformate a causa del sistema di stagionatura. Il suo sapore è decisamente piccante e persistente, sapido, gustoso e saporito, l’odore è intensamente aromatico, con sentori di zolfo,  sfumature erbacee con ricordi di cumino.

Grana Padano Dop
Il Grana Padano è un formaggio semigrasso a pasta dura, ottenuto da latte di vacca e prodotto attraverso il coagulo con caglio di vitello e la fermentazione con batteri lattici. La maturazione naturale viene effettuata conservando il prodotto in ambiente naturale con temperatura da 15 a 22°C. Di forma cilindrica e dal diametro che va da 35 a 45 cm, presenta un colore della pasta bianco o paglierino e un sapore fragrante. Dal 1996 si fregia del marchio Dop che garantisce lo standard di qualità in tutte le fasi di produzione: dal tipo di foraggio per le mucche alla lavorazione casearia, al confezionamento. Il marchio è tutelato dal Consorzio Tutela del Formaggio Grana Padano.

Olio Colline di Romagna Dop
Colline di Romagna, è la seconda  Dop per l’ olio extra vergine di oliva della Romagna. Fino a poco tempo addietro, in Romagna l’olivicoltura rendeva poco, ma oggi è in crescita. L’olivo trova la sua massima coltivazione nella provincia di Rimini, privilegiando il territorio collinare con riferimento geografico alle valli del Marecchia, del Marano e del Conca. Una discreta presenza si ha anche nelle prime colline dell’Appennino cesenate, nelle valli del Montone e del Bidente. Le caratteristiche, in genere, di quest’olio, sono il colore giallo con riflessi verdognoli molto intensi. L’odore è fruttato tenue e il sapore è di media dolcezza, non eccessivamente corposo e molto apprezzabile.

Olio di Brisighella Dop
E’ il primo olio extra vergine di oliva commercializzato con l’etichetta Dop dell’Unione Europea, già dal marzo 1998.  La zona di produzione, per lo più la vallata del Lamone, al confine con la Toscana, comprende tutto o in parte il territorio dei comuni di Brisighella, Faenza, Riolo Terme, Casola Valsenio in provincia di Ravenna e Modigliana in quella di Forlì-Cesena. Le varietà più coltivate sono la cosiddetta nostrana di Brisighella, che predomina rappresentando oltre l’80% del totale, e la ghiacciola, con circa il 5%, entrambe autoctone. L’olio ottenuto è di grandissima qualità, fruttato, con percezione netta di erbe, di carciofo, corposo e deciso.

Pancetta Piacentina Dop
Già nota per la sua qualità eccellente nel 1300, lega le caratteristiche inconfondibilli  alla vegetazione del territorio e al clima temperato che favorisce la lenta stagionatura. La produzione della Pancetta Piacentina, ricavata da carne di suino, è tutelata dal Consorzio Salumi Piacentini. Nella salatura, le carni vengono messe a contatto con una miscela di sali, spezie e aromi naturali e lasciate in frigorifero per 15 giorni. L’asciugatura avviene a una temperatura massima di 25°, segue la stagionatura che dura almeno due mesi. Il prodotto finito ha forma cilindrica, con peso compreso tra 5 e 8 chilogrammi.

Parmigiano Reggiano Dop
Il Parmigiano Reggiano, il formaggio italiano forse più noto ed apprezzato in tutto il mondo, ha origini antichissime. Oggi, come allora, la maestria dei casari, frutto d’esperienze secolari tramandate di padre in figlio, è insostituibile e decisiva per la buona riuscita di questo formaggio, così com’è essenziale la lunga stagionatura naturale. Sono caratteristiche garantite dal Consorzio del formaggio Parmigiano Reggiano, oltre che certificate dall’inconfondibile marchiatura incisa a puntini sulla crosta delle forme. Ottimo consumato da solo o grattugiato sui primi piatti emiliani. La zona della Dop comprende le province di Parma, Reggio-Emilia, Modena, Bologna e Mantova.

Patata di Bologna Dop
La Dop  Patata di Bologna identifica per aspetto fisico,www.cheapmenswatches.me componente chimica e  organolettica tuberi di forma prevalentemente ovale - allungata, piuttosto regolare,  con  buccia liscia e  polpa di colore variabile dal bianco al giallo paglierino.  E’ riconducibile alla tipologia coltivata a Bologna, cioè la varietà Primura.  Idonea a molteplici utilizzi culinari come il fritto, la cottura a vapore e al forno.

Prosciutto di Modena Dop
La produzione locale di prosciutti in territorio modenese è frutto di un’antica tradizione, portata avanti oggi da professionisti del settore che, nel rispetto di metodi di taglio e lavorazione tradizionali, hanno favorito il passaggio dalla condizione di artigianato ad una industrializzazione della produzione. Il prosciutto di Modena Dop presenta un colore rosso vivace, un profumo lieve e delicato e un sapore dolce e intenso. La forma ‘a pera’ è ottenuta con la rifilatura del grasso in eccesso e la rimozione del grasso esterno e di parte delle cotenne. Il marchio è tutelato dal Consorzio del Prosciutto di Modena forte di un’esperienza ventennale.

Prosciutto di Parma Dop
La dolce storia del prosciutto di Parma è unita a quella del sale di Salsomaggiore Terme, ingrediente insostituibile per la stagionatura. Già intorno al 1680 si trovano in queste zone tracce di questa produzione. Il prosciutto di Parma, motivo di vanto per l’Italia che lo esporta in tutto il mondo, è noto a tutti per il suo aroma, il suo sapore, il valore nutritivo e la sua facile digeribilità. Il caratteristico sapore dolce deriva dall’ottimale equilibrio tra parti grasse e parti magre delle cosce. Oggi produzione e filiera sono regolati da rigidi protocolli tutelati dal Consorzio. Le carni sono ottenute da maiali ‘pesanti’, italiani di nascita e di allevamento, la zona tipica di produzione si estende tra la Val di Taro e la Val D’Enza, e gravita intorno al centro di Langhirano.

Provolone Valpadana Dop
Il Provolone Valpadana è un formaggio prodotto principalmente in Italia settentrionale,replica orologi rolex ma le sue origini si rifanno all’arte casearia delle ‘paste filate’ tipiche dell’Italia meridionale. La dizione ‘Valpadana’ si affianca a quella di ‘Provolone’ nel 1993, a suggellare una tradizione ormai secolare. Si distinguono due varietà di Provolone Valpadana: per il Provolone dolce si utilizza caglio di vitello e la stagionatura dura da uno a tre mesi; per la varietà ‘piccante’ si utilizzano caglio di capretto e di agnello e la stagionatura dura almeno 3 mesi:

Salame Piacentino Dop
Il Salame Piacentino fa la sua comparsa sulle tavole di re e principi fin dal 1700. E’ricavato da carni magre di suino, con una bassa aggiunta di grasso, salato e stagionato. La fetta presenta un colore rosso vivo; l’aroma è tipico, dolce e caratteristico. Ottimo come antipasto, in abbinamento a tutti i vini Doc Colli Piacentini. La produzione del Salame piacentino Dop avviene nel territorio della provincia di Piacenza nelle aree ad altitudine non superiore ai 900 metri. Qualità tutelata dal Consorzio Salumi Piacentini.

Salamini Italiani alla Cacciatora Dop
La tradizione di questo prodotto si lega all’area collinare lombarda, da cui si è allargata a parte dell’ Italia. Il nome fa riferimento all’utilizzo, essendo facilmente trasportabili, da parte dei cacciatori durante le escursioni. I salamini vengono prodotti con carni magre di suino; hanno un peso massimo di 500 grammi. Il colore è rosso rubino, con granelli di grasso uniformemente distribuiti, il gusto è dolce e delicato. La zona di produzione comprende diverse zone delle regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Toscana, Abruzzo, Lazio e Molise.

Aceto Balsamico di Modena Igp
è un prodotto che viene ottenuto da mosto cotto, mosto concentrato e aceto di vino con un processo di lavorazione decisamente più veloce rispetto all`aceto balsamico tradizionale, quindi è disponibile in commercio ad un prezzo inferiore e si presta più facilmente alla commercializzazione su larga scala. Il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta all’Aceto balsamico di Modena, è storia recente, risalendo al 2009. Può essere usato per insaporire le insalate e tutti i tipi di verdura, sulle scaglie di parmigiano o sulle frittate.

Amarene Brusche di Modena Igp
Il riconoscimento dell`Indicazione Geografica Protetta alle “Amarene Brusche di Modena” è arrivato nel 2009.  Questo prodotto storico della tradizione agroalimentare modenese  è una confettura di amarene  dal tipico sapore asprigno. L’amarena è una pianta da frutto molto diffusa nel territorio rurale modenese, tradizionalmente presente in pochi esemplari presso i casolari di campagna. La confettura di amarene o Marene può essere gustata al naturale, oppure impiegata per la realizzazione di torte e crostate, è inoltre molto apprezzata sul gelato.

Asparago verde di Altedo Igp
Altedo, cittadina di circa 4.500 abitanti a metà strada tra Bologna e Ferrara, è conosciuta come capitale mondiale dell’asparago verde: qui, infatti, iniziò nei primi anni Trenta la coltivazione intensiva di quest’ortaggio. L’asparago si sviluppa in climi temperati con terreni sciolti, sabbiosi ed umidi.  L`area geografica di produzione, compresa tra la via Emilia in provincia di Bologna, la costa adriatica e il Po in provincia di Ferrara, comprende il territorio di numerosi comuni appartenenti alle due province.

Coppia ferrarese Igp
È il pane ferrarese dalla classica forma della ‘coppia’ o ‘ciupèta’, costituita da una parte centrale o nodo dalla quale si dipartono i due nastrini o curnit. Tra i prodotti di vanto della gastronomia regionale e nazionale, deve la sua unicità al sistema di lavorazione, al grado di umidità dell’aria, alla giusta temperatura di cottura e soprattutto alla qualità dell’acqua e delle materie prime utilizzate. L’Igp ha la sua zona di produzione nell’intera provincia di Ferrara ed è riservata al pane prodotto con farina di grano tenero di tipo ‘0’, acqua, strutto di puro suino, olio extravergine di oliva, lievito naturale, sale alimentare e malto. Non sono consentiti additivi chimici di alcun tipo.

Cotechino di Modena Igp
Il cotechino nacque, secondo la tradizione, durante l’assedio del 1551 a Mirandola (lo stesso assedio che diede i natali al suo parente stretto, lo zampone), quando gli abitanti assediati cominciarono a insaccare la carne di maiale nella cotenna per conservarla più a lungo. Il cotechino, consumato tradizionalmente nei cenoni invernali, è fatto con un impasto di carne magra, grasso e cotenne in proporzione di circa 1/3 ciascuno. È insaccato in budello di suino, poi asciugato al fuoco di bracieri (non sempre) e dopo circa un mese di stagionatura è pronto. Il Cotechino di Modena può essere commercializzato, previo asciugamento, sia come prodotto fresco, da consumarsi dopo una prolungata cottura, o come prodotto cotto.

Fungo Porcino di Borgotaro Igp
Il fungo porcino di Borgotaro, insignito dell’Igp nel 1993 e tutelato dall’omonimo Consorzio, è uno dei prodotti di punta della gastronomia del territorio di Parma. Il suo nome botanico è Boletus Edulis, capostipite di una variegata famiglia. Si tratta di un prodotto naturale di qualità superiore che cresce nei boschi della Val di Taro, dove viene raccolto durante l’autunno. Dal colore che varia dal bianco-nocciola al marrone a seconda delle varietà, si distingue dagli altri porcini per il profumo deciso, il sapore dolce e delicato e la particolare morbidezza.

Marrone di Castel del Rio Igp
La storia di Castel del Rio s’intreccia con quella dei marroni. Già nel ’600 la legislazione locale tutelava questa coltivazione. Il marrone di Castel del Rio è fra i più pregiati e conosciuti in Italia e all’estero. È assai diverso dalla più comune castagna, anzitutto per la grossezza (bastano 90 marroni per un kg), poi per il sapore e per il profumo che diventa straordinario nella cottura e infine per la facilità con la quale - a differenza delle castagne - può essere sbucciato. Dal 1985 esiste il Consorzio Castanicoltori di Castel del Rio,  la zona di produzione comprende i comuni di Castel del Rio, Fontanelice, Casalfiumanese e Borgo Tossignano, in provincia di Bologna.

Mortadella di Bologna Igp
La Mortadella, regina degli insaccati, vanta origini antichissime. La denominazione sembra derivare dal Mortarium romano, utensile utilizzato per schiacciare la carne di maiale. Nel 1300 la ricetta della mortadella venne comunque codificata dalla Corporazione dei Salsamentari di Bologna, tutta fatta di carni suine selezionate, di misteriosi quanto segreti ‘condimenti’ e di sistemi di cottura elaboratissimi; una mortadella media oscilla tra i 30 e i 40 chilogrammi (il classico sigaro o siluro che trionfa da decenni nelle salumerie), ma in commercio ci sono anche mortadelle più piccole di 12-14 chilogrammi. Il budello, che accoglie l’impasto, può essere di vescica naturale o sintetico, non deve mancare la legatura a mano con le corde incrociate.

Pera dell’Emilia Romagna Igp
La zona di produzione comprende aree specifiche di 91 comuni delle province di Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Bologna e Ravenna, caratterizzate da terreni di medio o forte impasto. Le forme d’allevamento sono il ‘vaso emiliano’ e sue modificazioni, la ‘palmetta’, la ‘Y’ e il ‘fusetto’ e loro modificazioni, utilizzando sesti d’impianto nei quali siano presenti non più di 3.000 piante per ettaro. La produzione unitaria massima consentita è di 45 tonnellate per ettaro. Il sapore è dolce o dolce aromatico ed il peso varia dai 158 grammi della conference ai 260 dell’abate fetel.

Pesca e Nettarina di Romagna Igp
Prodotto frutticolo fresco, ottenuto da diverse varietà a polpa gialla e polpa bianca. Esso viene ottenuto con tecniche tradizionali e rispettose dell’ambiente, attraverso disciplinari di produzione integrata. Le pesche comuni, con epidermide vellutata, e le pesche noci o nettarine, con buccia liscia o glabra, entrambe a polpa gialla oppure bianca, sono disponibili sul mercato dal 10 giugno fino al 20 settembre. La zona di produzione è costituita dal territorio atto alla coltivazione della pesca nelle province di Ferrara, Bologna, Forlì, Rimini, Ravenna. Le origini della peschicoltura risalgono al XIX secolo, quando nella provincia di Ravenna vennero predisposti degli impianti per la coltivazione di questo frutto.

Riso del Delta del Po Igp
è coltivato in circa 950 ettari di terreno, tra i comuni di Rovigo, in Veneto, e di Ferrara, in Emilia Romagna. E’ stato fin dal 1400 una presenza costante nel paesaggio agrario del Delta del Po, dove si impose come coltura di bonifica. Questa IGP, rilasciata nel 2009, presenta un chicco grande, cristallino, compatto, con un elevato tenore proteico e può essere bianco o integrale. Si caratterizza per l’elevata capacità di assorbimento, per una bassa perdita di amido e per la buona resistenza durante la cottura.

Salame Cremona Igp
Il Salame Cremona è frutto della lavorazione di carne suina selezionata ed aromatizzata al sale e aglio pestato, insaccata in budelli naturali di suino, bovino, ovino od equino. Il disciplinare di produzione prevede l’esclusivo impiego di carni ottenute da suini allevati in Italia e di carni non congelate. La stagionatura  va da un minimo di 5 settimane per la pezzatura piccola ad oltre 4 mesi per quella più grande, grazie alla perfetta integrazione degli ingredienti, macinati e impastati insieme, il salame risulta così aromatico e speziato al palato, profumato e di un colore rosso intenso sfumante,
gradualmente, nel bianco delle parti adipose. Le fette risultano compatte ed omogenee.

Scalogno di Romagna Igp
Lo scalogno di Romagna è un gustoso e aromatico bulbo, in grado di garantire un ruolo gastronomico particolare e unico. La zona tradizionale di produzione dello scalogno comprende i comuni di Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Faenza, Riolo Terme e Solarolo in provincia di Ravenna; Modigliana e Tredozio, in quella di Forlì-Cesena; Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Castel Guelfo di Bologna, Dozza, Fontanelice, Imola e Mordano nel bolognese. L’Igp designa esclusivamente il bulbo cipollino della specie “Allium Ascalonicum”, inconfondibile per la singolare forma a fiaschetto, la buccia coriacea e il colore.

Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale Igp
La denominazione Igp, riconosciuta per il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale, è riservata alle carni prodotte da bovini, maschi e femmine, di pura razza Chianina, Marchigiana e Romagnola, d’età compresa tra 12 e 24 mesi. I vitelli devono essere allattati naturalmente dalle madri fino al momento dello svezzamento.  L’allevamento previsto è esclusivamente a stabulazione libera o a posta fissa. La razza Romagnola, diffusa nelle province di Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Ravenna e Pesaro-Urbino, ha trovato un ambiente favorevole, ricco di foraggi. Oggi, la razza Romagnola è apprezzata per la sua carne, con caratteristiche organolettiche di qualità superiore.

Zampone di Modena Igp
Lo zampone affonda le sue origini nell’antica tradizione contadina, che, soprattutto in tempi di povertà, imponeva di utilizzare tutte le parti del maiale macellato. E’ un sapiente trito di cotenna e parti grasse del maiale insaporito con aromi, ed insaccato nel caratteristico zampetto svuotato. Lo zampone si trova in commercio sia come prodotto fresco, previo asciugamento in stufa ad aria calda, sia come prodotto precotto, confezionato in contenitori ermetici e sottoposto a trattamento termico in autoclave a una temperatura minima di 115 °C. L’abbinamento classico dello zampone è con il contorno di purè, di lenticchie o di fagioloni, consumato tradizionalmente per le feste natalizie.

Coppa di Parma Igp
La Coppa di Parma IGP è la 34° denominazione emiliano-romagnola. è un salume prodotto con la porzione muscolare del collo del suino. Il Disciplinare prevede che venga prodotta nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Mantova, Pavia e in 59 Comuni collocati a ridosso del corso del Po delle Province di Lodi (22 comuni), Milano (1) e Cremona (36).

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