VIGNETO EMILIA-ROMAGNA: CRESCONO PRODUZIONE ED EXPORT

È un 2024 caratterizzato dal segno più, quello affrontato in vigna dall’Emilia-Romagna, che si prepara alla prossima edizione di Vinitaly (6-9 aprile - Veronafiere) con un bilancio in crescita per rese e produzione, grazie anche a un andamento climatico favorevole, senza gravi problemi di stress idrico tanto sul versante emiliano quanto su quello romagnolo.

Nel complesso, in cantina sono stati conferiti 8,61 milioni di quintali di uva – in crescita dell’ 8% rispetto ai 7,97 milioni del 2023 -, ricavati da oltre 51 mila ettari di vigneti, con una resa media in campo di circa 170 q/ha e una produzione potenziale di vino di circa 7 milioni di ettolitri.

Guardando ai dati delle dichiarazioni di produzione, si può stimare un volume totale di vino finito di 6,65 milioni di ettolitri, in aumento del +8,4% rispetto ai 6,13 milioni di ettolitri dell’anno precedente, con rivendicazioni che hanno visto al primo posto ancora il vino da tavola (46,4% del totale), seguito dalle IGT (35,5%), DOC (16,4%), varietale (1,3%) e infine DOCG (0,4%), tutte con incrementi in volume rispetto al 2023 ad eccezione dei vini DOC, in flessione del -3,6%.

Tra le preferenze di consumo, anche nel 2024 i vini bianchi hanno avuto la meglio, raggiungendo il 61,4% del totale (4.084.530 hl) rispetto al 37,3% dei rossi (2.481.560 hl) e all’1,2% dei rosati (82.594 hl).

Un comparto che, in controtendenza rispetto alla decrescita mondiale, tiene anche sul fronte delle esportazioni il cui valore, secondo i dati Istat, nei 12 mesi del 2024 ha raggiunto i 464.500.000 euro, in leggero aumento del +0,6% sul 2023.

Le superfici vitate e la scelta del biologico
Con i suoi 52.975 ettari di superficie vitata per la produzione di uva da vino, l’Emilia-Romagna si conferma una delle maggiori regioni viticole della penisola, quinta dopo Veneto (oltre i 100 mila ettari), Sicilia (con poco meno di 97 mila ettari), Puglia (con poco più di 90 mila ettari) e Toscana (con circa 61 mila ettari).

Nell’ultimo biennio, il vigneto regionale è calato di circa 260 ettari, dopo il picco di 53.235 ettari toccato nel 2022. A conferma di un trend in atto ormai da tempo, in tutta la Regione sono però cresciute le estensioni dei terreni vitati certificati biologici, passati dai 4.653 ettari di fine 2018 ai 6.204 ettari di fine 2024 (+33,3%). Anche relativizzando il dato sulla base della superficie vitata complessiva, il fenomeno è in crescita, con una percentuale di superfici bio passata dal 9,1% di fine 2018 al 12% di fine 2024, concentrate principalmente nelle province di Forlì-Cesena (1.441 ettari), Piacenza (1.198), Modena (838), Reggio Emilia (762), Bologna (688), Ravenna (602), Rimini (412), Parma (232) e infine Ferrara (31).

Le aziende in cifre
Il confronto tra l’andamento dei dati riferiti a superficie vitata e numero di aziende viticole nell’ultimo decennio fissa una tendenza già registrata anche a livello nazionale. A un lieve aumento della superficie vitata regionale (+2,1%), infatti, corrisponde una sensibile diminuzione del numero delle aziende viticole (-30,5%), con una perdita media annuale di 669 unità, a conferma della sedimentazione di un fenomeno di riorganizzazione che le imprese portano strategicamente avanti per fronteggiare meglio i competitor stranieri.

Per quanto riguarda la distribuzione sul territorio, delle 15.243 aziende viticole regionali, la maggior parte si concentra nella Provincia di Ravenna (3.563), seguita da Modena (2.441), Reggio Emilia (2.251), Forlì-Cesena (2.210), Bologna (1.777), Piacenza (1.286), Rimini (761), Parma (644) e Ferrara (310). In dieci anni si è registrato un calo consistente nel numero di aziende in tutte le Province, con percentuali comprese tra il -24% di Modena e il -44% di Rimini.

Export e promozione sui mercati internazionali
Negli ultimi cinque anni finanziari sono stati erogati mediamente dalle regioni 256 milioni di euro a tutela e promozione del settore vitivinicolo tricolore. In questo scenario, l’Emilia-Romagna si colloca al quarto posto – dietro a Sicilia, Veneto e Toscana - confermando l’importanza che il comparto vitivinicolo emiliano-romagnolo riveste a livello nazionale.

Dal 2018 al 2024, l’intervento settoriale verso cui si è orientato il maggior numero di risorse finanziarie disposte dalla Regione è stato la ristrutturazione e riconversione dei vigneti - con un ammontare medio delle liquidazioni di 11 milioni di euro (circa il 46% del totale medio annuale) allo scopo di ottenere materia prima di buona qualità, a prezzi competitivi e remunerativi al contempo. Al secondo posto, con circa 8 milioni di euro erogati (31% del totale), si collocano gli Investimenti volti, oltre che ad aumentare il valore aggiunto delle produzioni, a favorire l'innovazione e l'introduzione di tecnologie innovative, migliorando l’efficienza energetica globale delle imprese.

A circa 5,7 milioni di euro all’anno (23% del totale annuo) ammonta invece la cifra erogata a favore della promozione sui mercati dei Paesi terzi, con l’obiettivo di incentivare la partecipazione delle imprese a questo intervento e aumentare la presenza delle produzioni regionali in mercati di riferimento quali USA (35% di contributi concessi), Messico (24%), Canada (17%), Cina (10%), Giappone (4%), Russia (4%), Sud Est Asiatico e arcipelaghi dell’Oceano Indiano (3%).

In tema di esportazioni, a fronte di un dato nazionale che nel 2024 ha evidenziato per l’Italia un andamento positivo, in controtendenza rispetto alla decrescita mondiale con un record di esportazioni in valore di 8,1 miliardi di euro (+ 5,5% sul 2023), anche l’Emilia-Romagna ha confermato la sua crescita inserendosi tra le prime cinque regioni italiane, dopo Veneto, Toscana, Piemonte e Trentino-Alto Adige.

Negli ultimi 5 anni, la Regione ha messo a disposizione del comparto vitivinicolo circa 100 milioni di euro in bandi per ampliamenti e innovazione delle cantine, la ristrutturazione dei vigneti e la promozione nazionale, europea e verso paesi extra Europa; nel 2025 andranno ad aggiungersi altri 21 milioni.


Maurizio Magni
Giornalista e sommelier è responsabile della guida Emilia Romagna da Bere. A tavola e nella vita è sostenitore del libero arbitrio e del paradosso francese.
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