Tradizione innovativa: che ruolo nel settore vinicolo?

C’era un uomo che camminava diritto, preciso davanti cercando il futuro ma spesso voltando la testa all’indietro. Gli chiedono perché. Risponde: «Se io non mi volto indietro non riseco a trovare la strada giusta per andare in avanti»”. Si potrebbe riassumere con queste parole di Tonino Guerra il cuore dell’incontro organizzato giovedì 30 giugno a Casa Artusi nell’ambito della Festa Artusiana dal Ce.D.R.A (Centro divulgazione delle ricerche nell’Agroalimentare), con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole. Un tema tanto molteplice, quanto caldo che è stato sviscerato dalle parole di Maria Severina Liberati Presidente Ce.D.R.A., Michele Alessi dirigente del Ministero delle politiche agricole, Giuseppe Martelli Presidente del Comitato Nazionale, e Andrea Dal Cin Direttore Enologia della Masi Agricola.
 
Il vino nella tradizione innovativa, questo il titolo dell’incontro. Maria Severini Liberati, non ha dubbi, "la tradizione è un parametro di crescita sostenibile e nel settore vitivinicolo ha un valore mondiale che solo un'innovazione che sappia con rispetto guardare indietro può arricchire".
Quello tra tradizione e innovazione, che sembra quasi un paradosso, si è incarnato perfettamente nel settore vitivinicolo dove, come ha detto Andrea Dal Cin, si considera innovativo tornare indietro ed eliminare i diserbanti, ma guai a rinunciare alle moderne tecnologie che Masi applica in primis per perfezionare e attualizzare l'antica tecnica dell'appassimento con cui produce l'Amarone e altri grandi vini della Valpolicella. 
Con Michele Alessi ci si è interrogati sul ruolo della legislazione volta a promuovere un’agricoltura sostenibile, rispettosa delle tradizioni e in grado di produrre quei grandi vini che il mondo ci invidia perché, per dirla con le parole di Giuseppe Martelli, dopo tutto che cos’è l’innovazione se non una tradizione ben riuscita e consolidatasi nel tempo?
Presenti in sala anche Leonardo Costa professore ordinario del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari, Alberto Zambianchi Presidente Ser,In.Ar, Annalisa Raduano e Antonio Nannini, rispettivamente Vice Presidente e Segretario Generale Camera di Commercio Forlì-Cesena, e numerosi esperti e produttori del settore, a dimostrazione di quanto la divulgazione scientifica sia importante per far incontrare due mondi spesso distanti, quello dei produttori e quello dei ricercatori, perché l’innovazione nasce dalle esigenze reali della produzione.
 
Al termine del dibattito è seguita una degustazione di vini della cantina Masi prodotti con tecniche che hanno saputo recuperare ed innovare la migliore tradizione nel campo dell’appassimento delle uve.