Tenuta Villa Rovere guarda agli States

Forlì – Si chiamano Tito, Pirro, Nanì. Le loro radici sono intimamente legate alla terra e alla storia di famiglia, il loro futuro volge lo sguardo al mondo. Sono la scommessa enologica di Tenuta Villa Rovere, scelta controcorrente rispetto al panorama del vino della Romagna. In uno scenario infatti che ha fatto dell’identità territoriale il suo tratto distintivo, il progetto vino della Tenuta adagiata tra Forlì e Terra del Sole ha puntato sull’internazionalità dei vitigni, Sauvignon Blanc (Nanì), Merlot (Pirro), Cabernet Sauvignon, Merlot e una piccolissima percentuale di altre uve rosse locali nell’uvaggio (Tito).
 
Non stupisca questa scelta, prima di tutto se si guarda a chi ne è l’artefice. L’imprenditore Alessandro Annibali, conosciuto per il progetto affermatosi a livello nazionale ‘Noci di Romagna’, che ha voluto cimentarsi nell’universo enologico, sua grande passione.
Una “discesa in campo”, accompagnata dall’enologa Marisa Fontana, avvenuta dieci anni fa, in una vigna di sei ettari, sull’antica via che da Forlì porta a Firenze. Un terroir dalle particolari caratteristiche, vocato a produzioni di alta qualità con predilezione per gli uvaggi internazionali. Una vigna poli-varietale e poli-clonale ad alta densità di impianto, curata nei minimi particolari. Il risultato sono tre piccoli capolavori, disponibili in quantità limitata (12mila bottiglie), esclusivamente distribuiti nei canali super horeca (hotel, ristoranti ed enoteche di alto livello) la cui qualità è attestata dai riconoscimenti ottenuti già alle prime uscite.
Pirro al suo esordio ha guadagnato l’eccellenza nella guida dell’Associazione Italiana Sommelier “Emilia Romagna da Bere e da Mangiare” edizione 2013; medesima sorte per Tito che ha centrato l’eccellenza nell’edizione 2015 della stessa guida.
 
Poche bottiglie ma di alta qualità. Con un’attenzione rivolta al mercato estero, più sensibile ai vini di grande struttura, vinificati in pregiati legni francesi, provenienti da vitigni internazionali come Cabernet Sauvignoun, Merlot e Sauvignoun Blanc. In questa direzione Villa Rovere ha stretto un accordo con Export Usa, una rete commerciale da anni radicata a New York, dedicata all’import di eccellenze enogastronomiche nel mercato americano e in particolare a Manhattan, meta del turismo per eccellenza con i suoi 62 milioni di visitatori da tutto il mondo. L'area metropolitana di New York infatti è estremamente attenta ai prodotti alimentari di eccellenza tra cui il vino. Con oltre 4000 ristoranti di fascia medio alta che registrano un fatturato annuo medio di circa 5 miliardi di dollari, la Grande Mela rappresenta un mercato nel vero senso della parola che Export USA affronta sia dal punto di vista della comunicazione sia della struttura logistica.
 
Insieme ai vini, sempre a proposito di eccellenze che verranno proposte al mercato americano, vi è anche il “Nocino Terre di Romagna”, prodotto con le noci raccolte la notte di San Giovanni nei noceti specializzati dell’Azienda Agricola San Martino, titolare di Tenuta Villa Rovere e del progetto Noci di Romagna. Un prodotto che richiede due anni di infusione e decantazione prima di andare in bottiglia dove resta un altro anno prima di essere messo in commercio. Il Nocino è il vero liquore della tradizione della nostra regione, raccontato persino dall’Artusi, apprezzato in alcune aree italiane ma poco presente all’estero.
 
“I nostri vini sono il risultato di un attento studio del territorio, sia dal punto di vista del microclima sia della specificità dell’area in cui sorge la vigna – afferma Alessandro Annibali – Una vigna nata nel 2004 su 6 ettari di terreni vocati, isolati dalle colture circostanti da due corsi d’acqua e dall’alta vegetazione, con al centro il laghetto dei Ranocchi. Un terreno ricco di silicio, ghiaia e sabbia, più adatto a vitigni internazionali quali appunto il merlot e i sauvignon, piuttosto che ad uve autoctone come il Sangiovese. Inoltre, sulla scelta dei vitigni ha molto giocato anche la mia professione che mi permette di visitare cantine prestigiose negli angoli più remoti del mondo, durante i miei viaggi di lavoro per visionare le migliori coltivazioni di frutta secca per la mia azienda: Australia, California, Sud Africa, Cile, Argentina, dove quelle uve la fanno da padrone. Nasco globale, sia per cultura familiare sia per la professione che svolgo, amo la cucina etnica, ho grande rispetto per le produzioni regionali, legate al territorio e alle tradizioni, ma il mio modo di pensare, per usare un neologismo, è sicuramente “Glocal”. Internazionale ma con un pizzico di localismo. Credo che i vini di Tenuta Villa Rovere vini rispecchino questo mio modo di essere”.
 
Gli ottimi risultati nel vino fin qui raggiunti si aggiungono agli altri successi ottenuti nel campo agricolo e agroalimentare. Dai 150 ettari di ‘Noci di Romagna’ coltivate soprattutto nell’azienda San Martino ai piedi della valle del Bidente, con cui ha fatto scuola in Italia, all’Azienda di famiglia, la New Factor di Cerasolo Ausa di Coriano di Rimini con cui dai primi anni ’90 produce frutta secca e disidratata con il marchio Mister Nut, considerato uno dei maggiori brand di settore, distribuito a livello nazionale e in diversi paesi sparsi per il mondo.