Va a Giulio Babbi il Premio Galvanina per l'Imprenditoria

Scrivi Babbi e il pensiero subito vola a sapori di prodotti impareggiabili: i dolci Waferini e i mitici Viennesi, i Babbini, i Cremini, le praline Bon Bon e Babette e le finissime Creme spalmabili… Un’irresistibile tentazione che ha il suo cuore in Romagna grazie al lavoro, alla creatività e all’intraprendenza di una famiglia giunta alla quarta generazione, con a capo Giulio Babbi, classe 1928, al timone dopo il passaggio del testimone ricevuto dal padre Attilio, il fondatore. E proprio a Giulio sarà assegnato il Premio Nazionale Galvanina all’Imprenditoria nell’ambito del Festival della Cucina Italiana, negli anni passati consegnato a Lorenzo Ercole (Fratelli Saclà), Joe Vitale della Italpasta di Toronto, Surgital, Carla Latini e Leonardo Spadoni.
Questa la motivazione: “Per la sezione Imprenditoria, il Premio va a Giulio Babbi, il padre dei dolci Waferini che ha trasformato un’impresa familiare in un’azienda leader nella produzione di specialità dolciarie uniche e irripetibili a livello mondiale”.
 
Il tributo gli sarà consegnato domenica 22 novembre alle ore 16,30 nello spazio del Teatro Food all’interno della kermesse Food&Pastry a BolognaFiere. Il palcoscenico della premiazione è il Festival della Cucina Italiana giunto alla 15ª edizione, uno degli appuntamenti enogastronomici più longevi che raccoglie il meglio del cibo e del vino.
Questa edizione si svolgerà all’interno di Food&Pastry a BolognaFiere (20-22 novembre 2015), in un’apposita area dedicata agli show cooking insieme a grandi firme della cucina italiana e internazionale, tra le quali Vissani, Uliassi, Hiro, Bowerman, Zonfa, per citare solo alcuni nomi. Quattordici personalità della cucina che hanno saputo innovare la tradizione italiana e che si alterneranno per far conoscere in presa diretta il ‘buono’ e il ‘bello’ delle loro preparazioni, tanto per utilizzare una terminologia cara all’Artusi. Contestualmente al Festival avrà luogo la consegna del Premio Nazionale Galvanina nelle quattro sezioni che lo caratterizzano (Cultura, Cucina, Giornalismo, Imprenditoria), negli anni passati assegnati a personalità dello spessore di Gualtiero Marchesi, Tonino Guerra, Gianfranco Vissani, Carlo Cracco, Gino Angelini, Niko Romito, e molti altri nomi di prestigio.
 
Chi è Giulio Babbi.
Classe 1928, Giulio è un personaggio istintivo, pacato, accomodante. Un uomo di provincia, tanto attento ai rapporti umani quanto accorto negli investimenti. Quasi un contraltare al padre Attilio che, sotto certi punti di vista, si proponeva come uno straordinario innovatore, un geniale apripista, pronto a rischiare e a buttarsi quando l’occasione bussava alla porta.
E poi i tre figli, pilastri e paladini del presente. In altre parole la terza generazione, anche se la quarta è già presente in azienda. Tutti ragazzi cresciuti con principi sani – orgoglio di padre – anche perché in passato c’erano i campanili, ossia le chiese e gli oratori dove i ragazzi potevano crescere in ambienti a loro dedicati.
Un presidente, Giulio, pronto a brindare al loro ruolo, a giovani capaci di far cambiare la mentalità operativa in un’azienda sana e dalla lunga storia alle spalle.
“Grazie ai miei figli, abbiamo vinto una hoverboard scommessa non facile, ricca di grandi soddisfazioni – racconta Giulio Babbi. - Una scommessa supportata dal lavoro del nostro Ufficio Ricerca e Sviluppo che ha saputo rimpiazzare, negli ultimi quindici anni, le intuizioni di mio padre Attilio, facendo così diventare i sogni una realtà. Si è trattato di un passaggio culturale, tanto lungo quanto impegnativo. Siamo piccole pulci che si nutrono del proprio lavoro, del proprio impegno quotidiano, amanti di un territorio fatto di eccellenze e di benessere, felici ed orgogliosi quando riusciamo a creare nuovi posti di lavoro”.

Info Festival della Cucina Italiana:
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