Gino Angelini miglior chef 2011 Trofeo Galvanina

Rimini -Il Festival della Cucina Italiana, patrocinato anche in questa 11ª edizione dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, ha deciso di assegnare il Trofeo Galvanina 2011 come migliore chef dell’anno a Gino Angelini, indiscutibile e rappresentativo portavoce dei valori enogastronomici italiani negli Stati Uniti.

Angelini, nativo di Rimini, è autore di una cucina italiana in purezza, di quelle che probabilmente si concepiscono solo dopo aver varcato i confini nazionali. Qualcuno forse un giorno scriverà la storia dell’epopea culinaria degli espatriati e del loro contributo alla nostra gastronomia, promossa fra le più rinomate al mondo: locali che, dalle umili pizzerie disseminate per il pianeta ai tanti ristoranti di livello, hanno paradossalmente custodito le nostre tradizioni più pure, con innegabili effetti di feed-back in patria.


Per quel che riguarda Angelini, tutto iniziò in Francia, nel canonico pellegrinaggio da cui parte il romanzo di formazione dei cuochi. Dall’età di quattordici anni egli praticava una cucina irta di gallicismi al Grand Hotel di Rimini, dove ancora facevano tendenza gli aspics di Escoffier.

L’incontro diretto con la Francia rappresentò il disvelamento di una prepotente esigenza di rinnovamento. Paradossalmente, il decisivo stage presso Paul Bocuse lo spinse ad una pionieristica opera di svecchiamento dell’ingessata cucina classica in favore di una sobrietà genuina e senza fronzoli, focalizzata sui prodotti e sul territorio: una sorta di nouvelle cuisine all’italiana, promossa anche personalmente sulle pagine de La Madia Travelfood, la prima rivista pubblicata in Italia per la ristorazione, di cui Angelini è stato il fondatore insieme ad Elsa Mazzolini. Cooptato alla corte americana di Mauro Vincenti, che a metà degli anni ’90 lo volle con sé al Rex, il più quotato ristorante di Los Angeles, il nostro prese armi e bagagli per non tornare più.

Ma solo nel 2001 Angelini ha intrapreso la sua avventura in solitario, con l’originale Osteria che prende il suo nome.

Già punto di ritrovo di tutto il jet set hollywoodiano, al di là delle divisioni di classe e di fazione, l’Osteria per Angelini rappresenta l’habitat del moderno gourmet, che magari veste in jeans, ma ha gusti ricercati, nel campo dei vini come in quello della cucina. Un popolo di curiosi che rifiuta la retorica e il teatro delle grandi maisons in favore degli schietti sapori di una volta e di un’atmosfera familiare.


Gino Angelini riceverà il riconoscimento insieme al giornalista Bruno Gambacorta, che per primo in Italia nella TV di Stato si è occupato delle tematiche enogastronomiche, divulgandole e approfondendole, allo scrittore Tonino Guerra, il più grande sceneggiatore del mondo anche secondo il Writer Guild Awards 2011 di Hollywood ma anche artista a tutto tondo, creatore di opere pittoriche e di manufatti (madie, arredi, statuette) strettamente riconducibili al vasto mondo, ora sempre più qualificato, della grande cucina; all’imprenditore Joseph Vitale che in Canada ha fondato Italpasta, la più nota e qualificata azienda di pasta di stampo italiano soprattutto integrale degli Stati Uniti.

Ciascun riconoscimento verrà assegnato lunedì 17 ottobre alle ore 12 nella sala convegni del Castello Brancaleoni di Piobbico alla presenza di autorità, operatori del mondo enogastronomico, chef.  Farà seguito un esclusivo e raffinato pranzo di gala in onore dei premiati, preparato per l’occasione dal Maestro Gianfranco Vissani.

pubblicato il 05.10.2011