In Giappone si beve Tot i de' con Cevico

In Giappone si beve…Tot i de’ (Tutti i giorni). È la scommessa del Gruppo Cevico, protagonista nella terra del Sol Levante con un nuovo wine bar con cucina, che ha l’obiettivo di avvicinare il popolo Giapponese al vino, nonché far conoscere le eccellenze gastronomiche della Romagna in terra nipponica.  Frutto di un accordo fra il Gruppo Cevico e partner giapponesi, il wine bar TOT I DE’ propone in esclusiva l’ampia gamma di vini del Gruppo romagnolo insieme ai prodotti alimentari d’eccellenza dell’Emilia-Romagna. In degustazione il Sangiovese Doc superiore e riserva, l’Albana Docg, il Pignoletto Doc Colli d’Imola (prodotto con uve conferite e vinificate nella associata cooperativa “Cantina dei Colli Romagnoli” di Imola), il Vollì (il cui vino base è prodotto da uve conferite e vinificate nella associata cooperativa “Le Romagnole”).


Aperto da circa cinque mesi a Hiroshima, Tot i de’ ha riscosso un notevole successo di pubblico, soprattutto grazie alla filosofia innovativa che propone. Ad oggi in Giappone, infatti, le enoteche o i wine bar sono locali esclusivi dove il vino è considerato un prodotto per “eletti”, sia per gli altissimi costi, sia soprattutto per l’esclusività dei locali, pensati e fatti per pochi. “Tot i de”, propone una nuova filosofia del vino: nel prezzo, decisamente più accessibile grazie alla “filiera corta”; nelle modalità di degustazione, pensate per il consumo quotidiano; nella qualità dei prodotti, pensati e fatti per essere consumati con grande piacere in abbinamento alla gastronomia romagnola.

 
“Nell’ottica di fare apprezzare la grande qualità dei vini romagnoli ad un giusto prezzo, abbiamo pensato ad un locale curato ma informale dove la gente si senta invitata ad entrare: bello ma non esclusivo, elegante ma comodo. E soprattutto dove l’ospitalità della Romagna regni e si sprigioni da ogni parte del locale, e da parte della gestione – afferma Ruenza Santandrea, Presidente del Gruppo Cevico - Nel wine bar, inoltre, promuoviamo corsi di degustazione e di cucina, eventi artistici con l’intento di far conoscere ed apprezzare oltre al vino, la cucina, la cultura e l’essenza del territorio di Romagna in sinergia con una cultura storica come quella giapponese”.

 
La filosofia del progetto è contenuta nel nome. Trasformare il consumo del vino in Giappone in consumo giornaliero informale, come sempre consapevole, che sappia anche comunicare la spontaneità e l’ospitalità tipiche della Romagna: il vino ricondotto alle proprie origini di prodotto agricolo, quale parte integrante della dieta mediterranea e della cucina romagnola.

“Tenendo fede alla nostra filosofia, anche in Giappone – ribadisce Ruenza Santandrea - vogliamo valorizzare il contatto diretto agricoltori–consumatori in un rapporto senza intermediari. Ecco perché abbiamo realizzato un locale dove i nostri vini in esclusiva possono essere degustati e acquistati direttamente”.

Ai fornelli del nuovo wine-bar il cuoco giapponese Takashi Hiromoto, un giovane chef di talento che già ha preso confidenza con la cucina di casa nostra lavorando per sei anni a Tokyo in ristoranti italiani. In questi giorni Takashi Hiromoto è in Romagna per perfezionare la conoscenza della cucina del Bel Paese, con particolare riferimento alla dieta mediterranea e ai ‘mangiari’ romagnoli. D’ora in poi dalle sue mani non più sushi o sashimi ma soltanto piadina e tagliatelle, da abbinare ai vini romagnoli, per un matrimonio che promette faville, grazie anche ai prezzi praticati decisamente ‘popolari’ per le logiche della ristorazione giapponese. Tanto che, se tutto procederà secondo i piani, l’esperimento Tot i de’ potrebbe trovare analoghe applicazioni in altri angoli del Lontano Oriente.

pubblicato il 17.11.2011
da emiliaromagnavini@gmail.com