Tito di Villa Rovere nell’olimpo dei vini regionali

Forlì – Appena uscito entra subito fra i migliori vini dell’Emilia Romagna. E’ ‘Tito 2013’, un uvaggio di merlot e cabernet sauvignon della cantina Villa Rovere di Forlì premiato a Cesenatico nell’ambito dell’assegnazione dei riconoscimenti ai produttori di tutta la regione che hanno ottenuto i maggiori punteggi nella guida ‘Emilia Romagna da Bere e da Mangiare’ firmata dalle Associazioni sommelier territoriali, dalla Regione Emilia Romagna e da PrimaPagina Editore.

A ritirare il premio al Grand Hotel Da Vinci di Cesenatico Alessandro Annibali, titolare della Tenuta che mette a segno una doppietta riuscita solo a pochi. Già nel 2013, alla prima uscita ufficiale, la Tenuta Villa Rovere aveva infatti centrato l’eccellenza nella Guida Ais con Pirro 2011 un Merlot in purezza destinato al canale dell’alta ristorazione. Poi un anno di sosta perché secondo il ‘vigneron’ i vini non erano come lui li desiderava. E di nuovo partecipazione alla Guida 2015 con la soddisfazione di una nuova eccellenza.
Realizzato dall’enologo Marisa Fontana, Tito nasce da una vigna di pregio collocata ai piedi di Terra del Sole su filari orientati da Nord a Sud dove le uve crescono in condizioni microclimatiche particolari in sei ettari di vigna racchiusa tra il corso del Fiume Montone e il Canale dei Mulini. Con una densità di 5000 piante per ettaro allevate a cordone speronato, la vigna policlonale e polivarietale è racchiusa in un clos naturale, isolata dalla circostante vegetazione da corsi d'acqua e filari di alberi.
Descritto dai sommelier degustatori di colore rubino profondo, di notevole intensità fruttata di ciliegie e amarene il Tito alterna calore e morbidezza a tannini ancora astringenti sintomo di una evoluzione e di una longevità che si prolungherà negli anni. 
 
“I nostri vini sono il risultato di un attento studio del territorio, sia dal punto di vista del microclima sia della specificità dell’area in cui sorge la vigna – afferma Annibali – Una vigna creata nel 2004 che sorge in un contesto di circa 7 ettari, isolati dalle colture circostanti da due corsi d’acqua e dall’alta vegetazione, con al centro il laghetto dei Ranocchi. Un terreno ricco di silicio, ghiaia e sabbia, più adatto a vitigni internazionali quali appunto il merlot e i sauvignon, piuttosto che ad uve autoctone come il sangiovese. Inoltre, sulla scelta dei vitigni ha molto giocato anche la mia professione che mi permette di visitare cantine prestigiose negli angoli più sperduti del mondo quando mi reco a visionare le migliori coltivazioni di frutta secca per la mia azienda: Australia, California, Sud Africa, dove quelle uva la fanno da padrone. Nasco globale, sia per cultura familiare sia per la professione che svolgo”.
 
Gli ottimi risultati nel vino fin qui raggiunti si aggiungono ad altri successi ottenuti nel campo agricolo e agroalimentare. Dai 150 ettari di ‘noci di Romagna’ coltivate soprattutto nell’azienda San Martino ai piedi della valle del Bidente, con cui ha fatto scuola in Italia, all’Azienda di famiglia, la New Factor di Cerasolo Ausa di Coriano di Rimini con cui dai primi anni ’90 produce frutta secca e disidratata con il marchio Mister Nut, considerato uno dei maggiori brand della categoria, distribuito a livello nazionale e in diversi paesi sparsi per il mondo.