Tardura e Pagnotta: la Pasqua in Emilia Romagna è golosa

Se colombe e uova (di cioccolato e non) sono i simboli della Pasqua, questa festa si caratterizza per un abbondanza di tipicità culinarie che sicuramente vanno oltre le leccornie che universalmente la caratterizzano. 
A cimentarsi nella gustosa impresa di selezionare i tradizionali piatti che, di territorio in territorio, accompagnano la Pasqua, ci ha pensato il portale Hundredrooms che, tra un castello napoletano e una fugasse veneta, ha eletto a cibo pasquale dell’Emilia Romagna la Tardura. 

Di origini contadine, la Tardura (che in dialetto romagnolo significa “tiratura”) è una squisita minestra in brodo che piace proprio a tutti. Il sapore è molto simile a quello dei passatelli romagnoli, dato che si prepara con uova sbattute, parmigiano reggiano grattugiato, sale e noce moscata. Secondo la tradizione, questa ricetta caduta ormai in disuso. oltre a solennizzare la Santa Pasqua veniva offerta ad amici  e parenti anche in occasione di nascite o momenti gioiosi. 

Ma un un pranzo di Pasqua nella nostra regione non si può considerare tale se sulla tavola manca una fetta di Pagnotta Pasquale: dolce tipico della tradizione che si mangia al mattino con l’uovo benedetto, la Pagnotta pasquale è sostanzialmente una ciambella ed è originaria di Sarsina e dintorni.