Segno più per lo spumante italiano nel mondo

Lo spumante italiano è il re delle bollicine, a dirlo il dato Wine Monitor 2015 che consegna all’Italia il primo posto al mondo sia come produttore che come esportatore con un valore all’origine delle bottiglie pari ad 1,6 miliardi di euro e un fatturato al consumo di 4,6. 

Per quanto riguarda l’export, lo sparkling italiano cresce più dei diretti concorrenti: sul fronte volumi, l’aumento è del 13% contro il 7% dei francesi e il -4% degli spagnoli. Ad amare i nostri spumanti sono soprattutto gli inglesi. Nei primi tre mercati di import al mondo per questa tipologia (Stati Uniti, Regno Unito e Germania), il peso dei nostri spumanti sul totale degli acquisti di bollicine ha raggiunto il 59% in UK, il 51% negli Usa e il 29% in Germania. 
Si tratta di un primato che però lascia un po’ di amaro in bocca, con un crollo vertiginoso per le nostre bollicine se dai volumi si passa ai valori: il prezzo medio all'export degli sparkling francesi è 3 volte quello italiano in Germania, 5 volte negli Usa e 6 volte in Uk. 

Il 2015 vede un ritorno al segno più anche per il mercato interno che, traianto dal Prosecco, registra aumenti sia in volume (+0,7%) che in valore (+0,5%). Nel 2015 sono state stappate 147,4 milioni di bottiglie, pari ad un fatturato di circa 1 miliardo di euro, cioè il 28,8% di tutta la produzione nazionale.