Il prosciutto di Parma spopola nel Nord America

Parma – Anno da record per il Prosciutto di Parma nel mercato nordamericano. Negli Usa hanno raggiunto le 450mila unità di vendita, per un valore di quasi 40 milioni di euro, segnando un incremento rispetto all’anno precedente del 17% (65mila prosciutti in più). Grazie a questo risultato gli Stati Uniti scavalcano la Francia e diventano il primo mercato per l’export del Prosciutto di Parma. Benissimo anche il Canada, dove le aziende del Consorzio registrano un aumento del 42%, per un totale di quasi 60mila prosciutti esportati e un valore di circa 4 milioni di euro. Numeri davvero importanti, che fanno del Nord America un mercato fondamentale per il futuro del comparto dei prosciutti, che già oggi rappresenta lo sbocco per oltre il 5% della produzione della pregiata DOP di Parma e dove il Consorzio ha deciso di concentrare una parte importante delle proprie attività di marketing.

“Stiamo raccogliendo i frutti di anni di sforzi e di investimenti sia del Consorzio che delle aziende esportatrici, che ci hanno visti impegnati nella valorizzazione del prodotto, nella tutela del marchio e nell’adeguamento alle procedure e garanzie sanitarie richieste dagli standard americani - afferma Paolo Tanara, presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma - In tal senso il ruolo del Consorzio è stato davvero fondamentale nella duplice veste di interlocutore principale delle autorità italiane e americane, e di assistenza alle aziende esportatrici; le 161 aziende del Consorzio sono oggi all’avanguardia nel campo delle garanzie sanitarie e il Prosciutto di Parma è uno dei pochissimi prosciutti a possedere i requisiti di sicurezza e tracciabilità richiesti per poter essere esportati in quasi tutti i Paesi del mondo. Questo percorso e questo approccio strategico al mercato ci hanno portati ad essere i leader negli USA, tanto che oggi oltre l’80% del prosciutto italiano esportato in Nord America è marchiato con la Corona Parma”.

La filiera del Prosciutto di Parma è composta da 5.500 allevamenti suinicoli, 120 macelli, 162 stagionatori e che il giro di affari al consumo del Re dei Prosciutti supera gli 1,7 miliardi di euro.

pubblicato il 16.02.2011