Presentati i vini di Podere Palazzo

Una nuova cantina d`eccellenza sulle colline di Cesena: Podere Palazzo si è presentata ufficialmente martedì 27 novembre illustrando filosofia, metodi di produzione e le etichette destinate a sfidare il mercato del vino.

Il paesaggio - Adagiato sulla collina di Carpineta a 250 metri sul livello del mare, fra il Cesenate e la valle del Rubicone, il cuore di Podere Palazzo guarda da un poggio alberato i suoi 10 ettari di vigna che spaziano a tutto tondo dal mare Adriatico ai vicini castelli di Sorrivoli e Monteleone. Spazio e silenzio marcano la tenuta collocata in uno dei più suggestivi e vocati angoli della collina romagnola, nel suo rincorrersi di cipressi e borghi arroccati, in un mix di paesaggio e terroir che ha convinto la proprietà a dedicarla interamente al vino.

I vigneti - Alle vigne storiche di Podere Palazzo, nei primi anni del nuovo secolo, sono stati accostati altri filari, con lo sguardo attento alle uve autoctone di Romagna e qualche ammiccamento alle produzioni internazionali, da cui ricavare uvaggi di pregio dedicati anche ai mercati d’oltre oceano. Su queste colline argillose e fresche a un’altitudine ideale per la coltivazione del sangiovese di Romagna, hanno trovato un ottimo habitat trebbiano, albana e bombino bianco, ma anche uve di merlot e di lambrusco, vitigni che entrano nei blend delle principali etichette dell’azienda. Ne nascono vini esclusivi, provenienti da uve raccolte a mano e cresciute con l’utilizzo di tecniche naturali come il sovescio che permette di ridurre le concimazioni, le trappole sessuali per limitare i trattamenti insetticidi, i diradamenti verdi e il taglio dell’erba fra i filari. La cura in vigna e in cantina, con sapiente e oculato utilizzo del legno, conferisce a ogni bottiglia quel tocco delicato, morbido e austero, che ne esalta il frutto impreziosendolo con suadenti sentori di spezie.

I vini - Il risultato è sorprendente per piacevolezza della beva, qualità e longevità del prodotto. Sei le etichette realizzate a autoctone. E’ il caso del Don Pasquale, un sangiovese di Romagna Superiore, affinato in legni piccoli e tonneau da 300 litri per 6/8 mesi, dell’Augustus, la Riserva, un sangiovese in purezza elevato in barrique e tonneau per 12/16 mesi e del Pelide, un passito di Albana con deposito e appassimento delle uve in fruttaio per circa 60 giorni e affinamento in barrique per un anno. Le altre etichette sono pensate utilizzando mix innovativi che danno vita a blend inediti. Si parte con il Castello che inserisce nell’uvaggio di Sangiovese e Merlot una quota di uve di Lambrusco pari al 20%, per un affinamento in legno di 6/8 mesi. Stesso uvaggio ma percentuali differenti per il capostipite, lo Spiritum, che prolunga l’invecchiamento in barrique e tonneau a 14 mesi. Alla produzione dei rossi di struttura e del passito di Albana, Podere Palazzo accosta il Rivola, un fresco igt bianco, elevato in parte in acciaio e in parte in tonneau nuovi, che agli autoctoni trebbiano e bombino bianco mixa una sferzata di carattere attraverso un ben apprezzabile 30% di uve chardonnay, sempre a dimora nei filari della tenuta.

Onomastica - A Podere Palazzo l’origine e il significato dei nomi dei vini si intreccia indissolubilmente con il territorio , la sua storia, passata e recente, e la filosofia dell’azienda. Il Castello è quello di Sorrivoli, distante solo pochissimi chilometri dalla tenuta. Un maniero millenario (i primi scritti che lo riguardano risalgono a prima dell’anno Mille) conteso nei secoli tra guelfi e ghibellini, gli arcivescovi e i signori di Ravenna, Rimini e Cesena. Con un contado battagliero in perenne rivolta contro gli armigeri papalini e pronto a sostenere le scorribande di avventurieri visionari. Primo fra tutti quel Cesare Borgia, il mitico Valentino, che nel 1500 aveva strappato il Castello alla restaurazione pontificia di don Álvarez Carrillo de Albornoz. E fra sacro e profano oggi il castello di Sorrivoli, adibito a Chiesa e abitazione, condivide gli spazi affacciati sull’ampia corte con La Trattoria del Castello, custode degli antici sapori di Romagna. E proprio all’amato sacerdote della chiesa del Castello è dedicato il Don Pasquale, un parroco illuminato, firmatario di una lettera aperta insieme ad altri sacerdoti di tutta italiani, che chiede alla Chiesa un confronto franco e diretto fra teologia e mondo reale. Al borgo di Sorrivoli, anzi al suo toponimo (sub=sopra e rivus=rio), è legata anche una terza etichetta di Podere Palazzo, il Rivola che deve il suo nome al correre scomposto e veloce ‘in rivoli ‘ delle acque piovane dal centro alto del borgo verso il fiume sottostante. All’epica e alla tradizione storica, ma con un chiaro rimando ai componenti della famiglia, sono dedicate invece le etichette più prestigiose. Il Pelide, l’albana passito, rinnova il mito di Achille, il semi-dio greco trascinatore degli Achei nell’assedio di Troia che ha dati il nome anche al più piccolo dei nipotini di casa. L’Augustus, il sangiovese riserva, a cui viene attribuito l’appellativo dei Cesari, gli imperatori dell’antica Roma, richiamando così il nome del capostipite della famiglia. Lo Spiritum, il blend a più lungo affinamento in legno, rispecchia invece il senso, la filosofia, ‘lo spirito’ caro a Podere Palazzo: quello di realizzare, esclusivamente con le proprie uve, vini prestigiosi e longevi che possano invecchiare mantenendo intatto, nel tempo, gusto, aroma e piacevolezza della beva.

Gli eventi - Teatro Bonci - Dopo il grande successo del Cesena Wine Festival - la kermesse dedicata all’enologia di qualità sull’asse Romagna-Toscana che si è tenuta il 3 e 4 novembre scorso al Bonci - il vino delle colline cesenati sposa di nuovo la cultura con un nuovo appuntamento di degustazione nel foyer del Teatro di Cesena. Qui sabato 24 novembre si è tenuto infatti un aperitivo a cura della cantina Podere Palazzo, in occasione dell’incontro con la compagnia teatrale di Ert in scena dal 22 al 25 novembre al Bonci con lo spettacolo Un tram che si chiama desiderio di Tennessee Williams, per la regia di Antonio Latella. Vinicio Marchioni, Laura Marinoni e gli altri attori della compagnia, insieme al presidente di Ert Daniele Gualdi hanno incontrato il pubblico prima dell’aperitivo offerto da Podere Palazzo, cogliendo l’occasione per ringraziare gli spettatori cesenati che si sono mostrati particolarmente attenti e coinvolti durante le repliche dello spettacolo. A seguire brindisi nel foyer del teatro con una selezione di vini dell’azienda cesenate che rappresentano l’eccellenza dell’enologia locale: in degustazione Castello Rosso Rubicone Igt, Don Pasquale Sangiovese di Romagna Doc Superiore, Augustus Sangiovese Doc Superiore Riserva, Spiritum Rosso Rubicone Igt, Rivola Bianco Rubicone Igt e Pelide Albana Passito.

La tenuta e i prossimi appuntamenti culturali - Podere Palazzo sarà protagonista nei prossimi mesi di nuove degustazioni in occasione della presentazione di alcuni spettacoli di prosa ed essai in cartellone al Bonci. Mercoledì 9 gennaio aperitivo al Centro Cinema Città di Cesena con l’attrice Laura Morante in occasione della presentazione dello spettacolo The Country di Martin Crimp, regia di Roberto Andò. Sabato 9 febbraio Podere Palazzo torna al Centro Cinema Città di Cesena per un brindisi insieme all’attore Giuseppe Battiston e la compagnia teatrale che mette in scena il Macbeth di Shakespeae (regia di Andrea De Rosa). Sabato 9 marzo si torna invece nel foyer del teatro Bonci con una degustazione di vini in occasione dell’incontro con il regista Luca Ronconi e la compagnia che mette in scena lo spettacolo di prosa La modestia di Rafael Spregelburd. Nel frattempo i vini di Podere Palazzo accompagneranno la vernice della mostra di pittura ‘Mistery Plays’ che si svolgerà al foyer del Bonci a partire adale 18,00 di mercoledì 5 dicembre. Podere Palazzo e solidarietà. Sempre in dicembre, sabato 1 i vini di Podere Palazzo saranno serviti durante ‘Il Convivium di Balò’, party di beneficienza organizzato a partire dalle 21,00 nella splendida sala delle Colonne di Villa Torlonia a San Mauro Pascoli. Si cena fra poetiche incursioni cabarettistiche ispirate ai versi pascoliani, buona musica, buon bere e acquisti solidali. Il tutto per finanziare le attività dell’associazione cesenate Balò Onlus che lavora direttamente in india per dare un futuro migliore ai bambini svantaggiati di Calcutta.