Mondini: “Consumatore vuole vini freschi e bevibili”

Cervia - “Il consumatore oggi vuole vini freschi, bevibili, ricchi di aromi, poco muscolari. Il successo delle bollicine ne è l’emblema”. A dirlo Gian Carlo Mondini, per anni presidente di Ais Romagna, tra i decani del vino regionale in fatto di conoscenza ed esperienza. “Sono tre le cose che oggi mercato e consumatori chiedono: territorio, tipicità e bevibilità. Questo in Italia. Oltreconfine dipende dal luogo. Prendiamo il mercato americano, molto importante nel nostro export: qui cercano vini affinati in barrique, strutturati, dove il legno ha ancora la sua parte. Insomma, il contrario che da noi”.

Le considerazioni di Mondini arrivano alla presentazione di Tramonto DiVino, il tour del gusto, la cui ultima tappa è in programma alle Officine del Sale a Cervia domenica 5 novembre. “L’educazione e la conoscenza dei vini della nostra regione si fa attraverso iniziative come queste, insieme ai sommelier di Ais che presentano centinaia di etichette. Nell’ultima tappa di Tramonto DiVino mi aspetto un approccio preferenziale verso i vini rossi, favorito dalla stagionalità, anche se adesso l’abbassamento delle temperature deve ancora arrivare”.
Secondo Mondini la scommessa della Romagna si chiama Albana. “Ha una potenzialità enorme come struttura del vino (produzione zuccherina e acidità), legame col territorio visto che solo noi l’abbiamo, e versatilità, proposta in versione, secco, dolce, passito, passito riserva e spumante.
Per tanti anni è stata sottovalutata, oggi siamo davanti a una vera e propria svolta, in particolare sul fronte della qualità e della conoscenza oltre i confini locali, Tant’è che a Bertinoro il 25 e 26 novembre prossimo l’Ais Romagna organizzerà il primo Master dedicato all’Albana”. Infine una considerazione sul Trebbiano: “Da noi si coltiva prevalentemente in pianura spesso utilizzato quale base per gli spumanti o vini di basso profilo, mentre in collina si punta spesso su altri vitigni bianchi internazionali. Anche qui non mi stupirei se ci fossero dei cambiamenti negli anni a venire”.
Filippo Fabbri