Capatti ha presentato il “suo” Artusi

Forlimpopoli (Fc) - “Avevo una nonna nata nel 1886, fu la prima da cui sentii pronunciare il nome di Pellegrino Artusi. Pensava all’Artusi e a Ferrara, città in cui si era trasferita con la famiglia, come a Gerusalemme e alla Bibbia. L’Artusi fu il libro di nozze che regalò alla nuora, mia madre, con una dedica che conteneva alcuni precetti su come gestire il matrimonio e avere cura del legame coniugale”. Con queste parole Alberto Capatti - massimo esperto di studi artusiani e membro del Comitato Scientifico di Casa Artusi - ha aperto l’incontro di presentazione della nuova edizione de La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene (BUR-Rizzoli, 2010) che si è tenuto venerdì sera a Casa Artusi, in presenza, fra gli altri, del sindaco di Forlimpopoli Paolo Zoffoli e del Presidente di Casa Artusi Giordano Conti.
A 40 anni di distanza dalla celebre edizione curata da Pietro Camporesi per Feltrinelli, questa nuova edizione dell’Artusi - pensata appositamente per il centenario - è il frutto di una lunga ricerca durata 15 anni. “Il risultato è un lavoro completamente nuovo, diverso, di straordinario valore – ha sottolineato Massimo Montanari, moderatore dell’incontro - mentre Camporesi aveva preso spunto dall’Artusi per fare una storia della cucina e della gastronomia italiana, una storia degli ingredienti e degli alimenti, Capatti si cala dentro Artusi, penetra nella sua figura ed entra nel suo mondo. Un mondo i cui valori sono ancora vivi, oggi. Per questo il libro di Capatti è più che mai attuale: è un libro che guarda al futuro”.
Dopo l’incontro gli ospiti hanno potuto degustare nella scuola di cucina di Casa Artusi un grande piatto artusiano, il Cacciucco, ricetta numero 455 de La Scienza in Cucina.