L’Ocse studia il modello agricolo di Forlì-Cesena

L’area di Forlì-Cesena è stata selezionata dall’OCSE, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, e dalla Commissione Europea – Direzione generale della Politica Regionale, quale caso di studio al fine di individuare i nuovi modelli di sviluppo sostenibile, in particolare partendo dal rapporto fra territorio urbano e territorio rurale. Lo studio è intitolato “Urban-rural partnership – Evaluation of policy practices in the European Union and selected OECD countries” (“Collaborazione tra aree urbane e rurali – Valutazione delle politiche nell’Unione Europea e in determinati Paesi OCSE”).
Le due istituzioni hanno quindi analizzato vari paesi e regioni sia europee sia extra-europee (nei seguenti Paesi: USA, Russia, Australia, Germania, Repubblica Ceca, Francia, Finlandia, Italia, Portogallo, Spagna, Polonia, Paesi Bassi) individuando i diversi modelli di sviluppo ed analizzandoli attraverso l`osservatorio già a loro disposizione. Nella seconda fase i ricercatori si focalizzeranno, con analisi empiriche e confronti diretti sul territorio, su tre modelli selezionati, di cui uno è appunto quello di Forlì-Cesena. I sistemi metropolitani (vale a dire con aree rurali come fornitori di servizi per le aree urbane) saranno approfonditi nella regione di Norimberga (Germania), le aree naturali con città mercato (aree rurali quali motori dello sviluppo) sono rappresentate dall’area di SaariJärvi-Viitasaari (Finlandia) ed infine i sistemi urbani a rete di piccole città (con le aree rurali che agiscono come poli semi-autonomi ma sono collegate ed integrate ai sistemi urbani per i servizi specializzati e l`accesso ai mercati) saranno analizzati attraverso l’analisi del territorio di Forlì-Cesena, in Italia.
Per questo motivo il 23 maggio una delegazione di esperti dell`OCSE sarà a Forlì per il gruppo di analisi del modello di sviluppo locale
. Il programma prevede l`incontro con le istituzioni locali e i rappresentanti del sistema economico dell`agroalimentare, riunite nel Tavolo Verde provinciale che è stato appositamente convocato.


Lo studio dell’OCSE, della durata di 30 mesi complessivi, si fonda su una metodologia moderna di programmazione territoriale dell`agricoltura messa a punto dall’assessore provinciale alle Politiche agro-alimentari Gianluca Bagnara in uno suo studio del 1995 ed allora pubblicato dalla Società Europea di Economia Agraria. In sostanza la relazione fra vocazione produttiva e caratteristiche del territorio è stata stimata attraverso l’individuazione di un modello matematico. Dai risultati è stato possibile concludere che lo sviluppo locale può essere inteso come il risultato della valorizzazione di risorse ambientali attraverso un processo di integrazione con la trama dei rapporti di produzione e di scambio a livello territoriale.. Più che per i vantaggi geografici o di agglomerazione, un sistema localizzato di produzione si costituisce per la capacità acquisita nel tempo a costruire risorse specifiche (risorse umane, tecnologiche, ecc..) e a gestire i processi produttivi.


Pubblicato il 23.05.2012