Grande festa per la nuova Ghigi

Grande festa per il nuovo pastificio Ghigi, una scommessa tutta italiana più forte della crisi e dalle grandi ambizioni. Mercoledì 8 maggio, a Sant`Andrea in Casale (San Clemente, Rimini), è avvenuta l’inaugurazione della nuova struttura: un’area di 65 mila metri quadri, 14 mila dei quali coperti, costato 29 milioni di euro e in grado di produrre 430 mila quintali di pasta all’anno, con l’obiettivo di raggiungere gli 830 mila quintanli nel 2015.

Una grande festa a cui hanno partecipato oltre duemila persone tra imprenditori del settore alimentare e agricoltori, autorità e ospiti d’eccezione. A tagliare il nastro e a presentare la grande sfida della nuova Ghigi sono saliti sul palco il presidente del Consorzio Agrario di Forlì-Cesena e Rimini Filippo Tramonti, il presidente nazionale di Coldiretti Sergio Marini, l`assessore regionale all`Agricoltura Tiberio Rabboni e il sindaco di San Clemente Christian D’Andrea. Tutti “vittime” delle gag del comico Paolo Cevoli, vero mattatore della giornata di festa insieme ai cantanti Gianni Morandi e Raul Casadei. Presenti anche alcuni big dell’imprenditoria locale – Pierluigi Alessandri, vicepresidente di Technogym e Antonio Batani, proprietario di una catena di 12 alberghi di lusso – che si sono complimentati del rilancio in grande stile di un marchio storico della Romagna, prima di cantare tutti insieme l’inno di un popolo, “Romagna mia”, dopo la benedizione ufficiale del vescovo di Rimini monsignor Lambiasi.

La rinascita - Fondato nel 1870, il marchio Ghigi torna a brillare dopo aver rischiato di sparire. Prima la chiusura dello storico stabilimento in centro a Morciano con l’intenzione di trasferire la produzione a Sant`Andrea in Casale, poi nel 2007 il fallimento. Il marchio è stato rilevato da una cordata di consorzi agrari, al capo del quale c’è il Consorzio Agrario dell’Adriatico (che va dalla provincia di Forlì-Cesena ad Ascoli), per produrre pasta partendo da grano 100% italiano e venderla in Italia e nel mondo puntando su qualità e genunità. Ingredienti e tecnologie di altissimo livello made in Italy, come abbiamo potuto notare di persona durante la visita allo stabilimento che ha preceduto l’inaugurazione.

Oggi la pasta, cucinata per tutti i presenti al taglio del nastro per un grande pranzo di festa, è destinata per l’80% all’estero: il 45% va in Francia (marchi Price e Ghigi), il 25% in Germania (Mamma Lucia e Ghigi), il 15% negli Usa (Ghigi, Arneo, Vesuvio e Delish, pasta biologica venduta dalla maggiore catena di farmacie americane con ottomila punti vendita), il resto è diviso fra Cina, Etiopia, Libia, Spagna, Repubblica Ceca, Malta e Giappone. In Italia al momento la pasta Ghigi si trova in vendita in Emilia Romagna, nord Marche e Lazio. Nello stabilimento per ora sono 42 i dipendenti, 36 assunti dalla precedente gestione; altri 18 saranno assunti nei prossimi due anni.

Luca Casadei