A Casa Artusi 50 studenti 'on the world'

Forlimpopoli – Giappone, Taiwan, Cina, Corea, Stati Uniti, Portogallo, Corea del Sud, Francia, Messico, Danimarca, Finlandia, Germania. Casa Artusi volge sempre più lo sguardo al mondo con l’ospitalità nei giorni scorsi di oltre una cinquantina di studenti da tre Continenti per conoscere i segreti della cucina ‘made in Italy’. Tutto questo in collaborazione con gli operatori, le istituzioni e i produttori del territorio.

Il primo gruppo ha visto la presenza di 32 giovani alle prese con un laboratorio pratico sulla Piadina Romagnola, seguito dalla degustazione di prodotti DOP e IGP dell’Emilia-Romagna. A seguire i giovani hanno fatto visita all’azienda Babbi (Bertinoro) quale esempio di italian slow factory. Il progetto, Italian Design Summer School, è stato promosso dalla Facoltà di Ingegneria dell’Università degli studi di Bologna, coordinato dalla Professoressa Barbara Cimatti, la quale dopo la visita in Casa Artusi ha tenuto una lezione dedicata al Food Design

Un altro gruppo di 25 studenti dell’università degli studi di Scienze gastronomiche (Pollenzo BRA-Cuneo) Master in Food Culture and Communications, ha fatto tappa a Forlimpopoli. Coordinati nel viaggio in Romagna da Carlo Cattani e Lia Cortesi (Slow Food Forli) e accompagnati dalla tutor Eleonora Bergoglio, i giovani in scuola di cucina a Casa Artusi hanno preso parte a un laboratorio pratico sulla pasta fresca fatta a mano realizzando i ripieni dei Cappelletti con la ricotta del caseificio Mambelli (Bertinoro), guidati passo-passo dell’Associazione della Mariette (Comunità del Cibo di Terra madre). La sera, alla Ca de Be di Bertinro, hanno incontrato alcuni produttori vitivinicoli: Celli (Bertinoro), Tenuta la Viola (Bertinoro), Giovanna Madonia (Bertinoro), Maria Galassi (Paderno di Cesena).