A Marina Bersani di Archer il Dire, fare, sognare

Modena (25 maggio 2018) – Va a Marina Bersani di Archer il “Dire Fare Sognare”, riconoscimento alla cultura del cibo e del vino in Emilia Romagna giunto alla settima edizione, promosso da Partesa. Unica modenese premiata, il suo nome è stato scelto da tre tra le più illustri firme della critica enogastronomica nazionale: Andrea Grignaffini (critico enogastronomico), Elsa Mazzolini (giornalista enogastronomica) e Alessandra Meldolesi (giornalista gastronomica).
Emblematica la motivazione del premio: “Perché ‘Marina Bersani ha insegnato ai modenesi a bere’, come ha detto Massimo Bottura”.

Il riconoscimento “Dire Fare Sognare” viene assegnato a coloro che hanno fatto della cultura del cibo e del vino il loro tratto distintivo. La giornata di premiazione è in programma lunedì 4 giugno 2018 alle 10,30 al Teatro Verdi a Cesena.
 
Nelle passate edizioni del modenese erano stati premiati Giuseppe Palmieri Osteria Francescana, Luca Marchini L’Erba del Re, Carlo Alberto Borsarini Lumira a Castelfranco Emilia, Antonio ed Elvira Previdi Osteria Entrà di Finale Emilia, Antonia Alice Meschi e Marco Ferrari Bortolini Osteria dei Sognatori di Modena, Paolo Reggiani Ristorante Laghi di Campogalliano, Stefano Corghi “Il luppolo e l’uva” di Modena, Bernardo Paladini Franceschetta 58.
 
Marina Bersani racconta Archer
“Il viaggio fin qua è stato lungo, accidentato e faticoso ma anche inevitabile e necessario. Da Castell'Arquato a Via Cesare Battisti a Modena son passati 25 anni, 15 kg, giornate infinite, bottiglie aperte e bicchieri versati, innumerevoli parole con conoscenti e sconosciuti, notti piccole e tante cose imparate.
Essere oste è diventato il mio mestiere a Modena, 18 anni dietro lo stesso bancone a raccontare il vino ma anche di me, una città intera da conoscere che guardava diffidente e poi mi ha un po' adottato e che ho ricambiato con un'infinita riconoscenza e tanto affetto.
Ora da Archer sono a casa, è un piccolo posto dove vendo belle bottiglie, faccio qualche drink, vedo le persone stare bene.
Archer è un progetto tutto mio, dalla scelta del nome - tutti mi dicevano chiamalo "da Marina" - all'arredamento dove niente è comprato - tranne le sedie e l'attrezzatura- ma tutto è fatto da artigiani e su misura.
Ma non lo volevo, ero stanca e svogliata dopo tanti anni nel posto dove lavoravo prima, così un giorno mentre guardavo un film sul divano al paesello, mio padre forse preoccupato per il mio futuro mi chiede cos'è che ho intenzione di fare.
Rispondo che non so, sono confusa e demotivata, voglio non far niente per un po' e poi forse a primavera vado a cercar lavoro da qualcuno, mi sentivo come Kevin Spacey in quel film in cui chiede: "il lavoro con meno responsabilità che esista".
Mio padre mi guarda e scuote la testa, è un contadino e allevatore e non ha mai avuto un giorno libero per 45 anni, nella stalla due volte al giorno tutti i giorni e poi la campagna a tagliar fieno e mietere grano.
Cosi mi dice in dialetto piacentino: non vorrai andare a lavorare 'sotto padrone' alla tua età! È stato di grande stimolo, ho capito che avevo dentro di me ancora tanti progetti e un poco di resistenza fisica, ho fatto Archer che cresce e ci tiene compagnia e spero presto farò ancora una cosa nuova, se ci riesco, poi basta, vado in pensione anch'io”.
 
Lunedì 4 giugno la premiazione a Cesena
Due i momenti della giornata di lunedì 4 giugno a Cesena: il riconoscimento a un operatore scelto tra ristoratori, baristi, enotecari e torrefattori in tutte le province dell’Emilia Romagna, da Piacenza a Rimini; il riconoscimento a quattro personaggi che con modalità diverse si sono distinti nella promozione della cultura enogastronomica della nostra regione. Quest’anno il premio sarà assegnato a Afro Lombardiuna vita tutta dedita alla guida della sala al ristorante Le Querce a Forlì; Francesco Cioria, sommelier nel prestigioso San Domenico a Imola, celebre per una carta dei vini con 2.400 etichette da tutto il mondo; Verdiana Gordini presidente dell’Associazione delle Mariette, fedeli custodi della cucina domestica artusiana; Sandro Piovani, giornalista “cantore” della cucina parmense.