Investimenti: il settore vinicolo è uno dei più convenienti

Il vino è piacere e passione, ma chi lo ha detto che non può rivelarsi anche un ottimo investimento? Stando ad uno studio Censis-Mediobanca-Liv-Ex, commissionato dalla griffe Ornellaia, pare che il 30,6% degli italiani investirebbe i propri risparmi in aziende vitivinicole. 
L’investimento nel settore vinicolo è più redditizio del 160% rispetto a quello nel settore finanziario. Se titoli di stato e obbligazioni bancarie colano a picco, il vino ha retto bene alla crisi economica sapendosi riposizionare all’estero e crescendo sia in quantità (23%) che in valore (+84,3%). Si tratta di un investimento che dà sicurezza e le regole del gioco non sono nemmeno così difficili. Affinché l’immobilizzo di capitale in bottiglie possa generare profitti, è necessario che il loro contenuto possieda quattro caratteristiche: altissima qualità, capacità di durare nel tempo, rarità, notorietà e richiesta di mercato. 
Comprando la giusta bottiglia, si parla di etichette super-top e ben “laureate” dai critici, si può avere una percentuale di rivalutazione del 500% in 6/7 anni: secondo Mediobanca, un euro investito in vino nel 2001 oggi ne vale 5,4, lo stesso investimento su tutte le borse mondiali si sarebbe invece tradotto in un capitale finale di 1,6 euro.
Ma perché il vino ha questi rendimenti a prova di crisi? La risposta è semplice, si tratta di un investimento che riguarda un bene finito e tangibile, a differenza di altri asset come azioni e obbligazioni: il prezzo delle bottiglie pregiate sale con i passare degli anni non solo perché alcuni vini migliorano con l’invecchiamenti, ma anche perché si riduce l’offerta. 
Se vi siete convinti e volete buttarvi in questo mercato di nicchia, dovete sapere che ci sono due modi per investire in vino: acquistare direttamente singole bottiglie oppure acquistare quote in fondi di investimenti, in entrambi i casi bisogna tenere presente che si tratta di investimenti a lungo termine dove non c’è guadagno finché la bottiglia non viene rivenduta, ed è consigliabile attendere dai 5 ai 10 anni.