Ristorazione nella Gdo: il 70% la apprezza

Rimini – Innovazione e contaminazione tra GDO e fuori casa. Il valore dei brand è il titolo di un`inedita ricerca presentata a SAPORE, la fiera dell`alimentazione extradomestica di Rimini Fiera, firmata da Daniele Tirelli, Presidente di Popai Italia. "C`è una grande margine di sviluppo per la ristorazione veloce - ha detto Tirelli - tenuto conto che un italiano spende fuori casa all`incirca la metà di quello che spende per alimentarsi fra le mura di casa. Negli Usa, ad esempio, c`è già il pareggio fra queste due spese alimentari".
La ristorazione presente all`interno dei centri commerciali è ormai una realtà ed è già ben radicata nelle abitudini: circa l`80% del campione l`ha sperimentata, il 70% l`apprezza principalmente perché si può mangiare a tutte le ore e la metà dei consumatori valuta conveniente il prezzo. Per il 68% garantisce anche il risparmio di tempo e in sostanza quattro consumatori su dieci la frequentano ogni volta che è possibile.

A questo punto, valutata la solidità dell`offerta, entra in campo la novità prospettata dalla ricerca.
Funzionerebbe un ristorante col marchio dell`insegna della distribuzione?

Il 77% valuta che un ristorante a marchio Gdo praticherebbe prezzi più convenienti per promuovere il prodotto, il 34% ritiene che sarebbe una politica corretta per far provare la qualità della materia prima in vendita. Sono stati sottoposti i marchi più conosciuti della Gdo per capire quali avrebbero successo e generalmente sono tutti sopra al 50% dei consensi. Non mancano le sorprese perché i consumatori immaginerebbero positivi ristoranti con marchi anche non legati all`alimentare.
"E` la prova - ha detto Tirelli - di quanto spazio sia disponibile per nuove iniziative. Bisogna fare in fretta e bene, prima che dall`estero arrivino grandi catene a proporre formule nuove a cui noi non siamo abituati".

E un prodotto alimentare potrebbe firmare efficacemente un ristorante?
Ecco un`altra prospettiva indicata dalla ricerca. L`88% dei consumatori sarebbe ben disposto a provare un ristorante col marchio di un prodotto alimentare ben conosciuto e addirittura il 68% è convinto che potrebbe anche preferirlo. Vale anche il contrario, ossia un marchio della ristorazione che firma un prodotto alimentare. Oltre il 50% dei consumatori ritiene che sarebbe un segno di responsabilità ulteriore sulla qualità proposta.

"E` evidente la possibilità di nuove forme di offerta per la ristorazione veloce - ha concluso Tirelli - gli italiani sono già predisposti ad accogliere soluzioni che coniughino la fantasia alla efficienza del servizio rapido. Tanto che sono convinto che la ristorazione moderna sia seduta su un`autentica pentola d`oro".


pubblicato il 22.02.2011