Alla Locanda da Piera a Busana “Dire, fare, sognare!”

Busana (Re) – Diciotto anni alle spalle, un vecchio edificio del 1600 a fianco del fiume Secchia trasformato in Locanda, seconda generazione in cucina. Sono gli ingredienti della Locanda da Piera a Busana, a cui sarà assegnato il riconoscimento “Dire Fare Sognare”, tributo alla cultura enogastronomica dell’Emilia Romagna. Unico locale reggiano premiato, il riconoscimento gli è stato assegnato da tre tra le più illustri firme della critica enogastronomica nazionale: Andrea Grignaffini (critico enogastronomico), Elsa Mazzolini (giornalista enogastronomica) e Alessandra Meldolesi (giornalista gastronomica).
Promosso da Partesa, società specializzata nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Ho.Re.Ca., “Dire Fare Sognare” giunto alla sesta edizione, viene assegnato a coloro che hanno fatto della cultura del cibo e del vino il loro tratto distintivo. A ritirare il premio sarà Stefania Lombardi nella cerimonia in programma lunedì 12 giugno 2016 alle 10:30 al Teatro Verdi a Cesena.
 
Nelle passate edizioni del reggiano erano stati premiatiMarilena Braglia trattoria Ghiara; Gianni e Federico D’Amato e Fulvia SalvaraniCaffè Arti e Mestieri; Giovanni Mandara Pizzeria Piedigrotta; Sabatino Sorrentino della Pizzeria Eco del Mare di Albinea; Osteria del Viandante aRubiera; Antonio Torino del Ristorante Mamma Rosa.
 
Locanda da Piera
Locanda da Piera nasce 18 anni fa a Marmoreto di Busana, nel bel mezzo dell’Appennino reggiano, coronamento del sogno di una vita della famiglia Lombardi. Papà Claudio e soprattutto mamma Piera, la prima cuoca del locale, possono finalmente lavorare in proprio assieme ai due figli, Stefania in cucina e Giuseppe in sala e ai vini. Si parte da zero, acquistando e ristrutturando da soli un vecchio edificio del 1600 proprio a fianco del corso del fiume Secchia, e dopo tanti sacrifici finalmente si parte, con una cucina che omaggia prima di tutto i prodotti della zona, i sapori e le tradizioni della cucina emiliana e dell’Appennino, con le sue contaminazioni di confine. Pasta fresca tutta preparata a mano, funghi, salumi, formaggio, selvaggina si uniscono a proposte ricercate, figlie della fantasia e degli studi che nel frattempo hanno completato Stefania e Giuseppe. Oggi, con i genitori in meritata pensione, la gestione è nelle mani di Stefania. La direzione non è cambiata, col tempo ci sono stati piccoli aggiustamenti sempre all’interno della strada principale, la cucina di montagna con i suoi aromi unita alla massima attenzione alla scelta dei prodotti. Dal cibo al vino, si cerca di valorizzare quello che offre il territorio, variando col tempo le proposte, sperimentando e allo stesso tempo garantendo una base solida e affidabile ai clienti.
Un’altra cosa non è cambiata, l’impegno richiesto. “E’ un mestiere che tanto toglie ma mai quanto restituisce, un mestiere dove si può toccare con mano la bellezza dell’andare a letto stanchi morti”, racconta Stefania.
 
 
Lunedì 12 giugno la premiazione a Cesena