Degustazioni romagnole ad Assoenologi dal 1 al 4 giugno

Rimini - Il 69°congresso di Assoenologi (Associazione Enologi Enotecnici Italiani) si svolgerà dal 1 al 4 giugno a San Patrignano.
Tra le tante iniziative, il presidente Riccardo Cotarella e il presidente della sezione Romagna Pierluigi Zama coordineranno una degustazione guidata delle eccellenze vinicole dell’Emilia Romagna nel pomeriggio del 2 giugno.
L’Emilia-Romagna si conferma nel 2013 la terza regione italiana per la produzione di vino, con un aumento di volumi del 15% rispetto all’anno precedente. Lo sviluppo produttivo trova riscontro nei mercati interni (Gdo, canali tradizionali, enoteche e Horeca) ed internazionali.  L’export è cresciuto del 60% in sei anni e del 10% negli ultimi dodici mesi. Il contributo a livello regionale ha raggiunto i 400 milioni di euro su un totale nazionale di 5 miliardi.

La Romagna conta su 28000 ettari di vigneti per il 60% della produzione regionale e il 7% di quella nazionale. 
Le scelte innovative di un nuovo dinamismo imprenditoriale di Lambrusco e Sangiovese e la forza aggregante dell’associazionismo sono le chiavi del successo produttivo di questa zona.
Dalla pianura si originano il Trebbiano, l’uva Longanesi e il Merlot. Lo spartiacque della via Emilia separa la collina dove si producono uve di qualità come l’Albana (prima Docg bianca d’Italia), il Sangiovese e il tipico Pagadebit.

Un ritrovamento notarile del 1672 mostra la prima citazione del termine Sangiovese ed avvalora l’ipotesi che il più importante rosso italiano derivi dai monasteri dell’Appennino romagnolo. Il consorzio del Sangiovese Doc, guidato da Giordano Zinzani, è testimone di  una nuova fase di rilancio dopo gli effetti della crisi delle scorse annate. Nel 2011 la modifica della disciplinare di produzione ha portato alla differenziazione di 12 sottozone (Bertinoro, Brisighella, Castrocaro - Terra del Sole, Cesena, Longiano, Meldola, Modigliana, Marzeno, Oriolo,  Predappio, San Vicinio, Serra – Castelbolognese).

La novità più recente per la Romagna vitivinicola è l’allargamento dell’area del Pignoletto che passa da vitigno a menzione territoriale per una migliore tutela commerciale. L’avvicinamento alla zona di Faenza spezza la tradizionale suddivisione tra Emilia a bollicine e Romagna dei Rossi. La modifica della Doc Pignoletto e dalla Docg Colli Bolognesi Pignoletto sono state approvate in Comitato Nazionale Vini ed in corso di presentazione alla Ue,
valide già dalla prossima vendemmia.