Continua la crescita per il vino cooperativo

Continua a crescere la cooperazione vitivinicola italiana con un giro d’affari di 4,3 miliardi di euro pari a circa il 10% del fatturato cooperativo totale. 
A dirlo è il Rapporto 2015 dell’Osservatorio della Cooperazione italiana che mostra un settore in piena salute con ricavi in salita del 12% negli ultimi anni. In particolare, la cooperazione vitivinicola si è distinta tra il 2011 e il 2013 per un sostanziale aumento dei ricavi rispetto alle società di capitali,replica watches si parla di un +19% contro il +13% di queste ultime.
La crescita interessa soprattutto le cooperative di medie (tra 7 e 40 milioni di euro) e grandi dimensioni (oltre 40 milioni), mentre la situazione per le piccole coop è un po’ più complicata. 
Ma non è solo da punto di vista dei ricavi che le coop si distinguono dalle società di capitali, anche l’andamento del valore aggiunto del vitivinicolo cooperativo è migliore (+7% rispetto al +6% delle società). 

Ruenza Santandrea (Gruppo Cevico), coordinatrice del settore vino dell’Alleanza Cooperativa, ci spiega che il tasso di crescita del vino, che nel triennio 2001-2013 rientra tra i migliori dell’agroalimentare, può essere giustificato con un’elevata propensione all’export, ma è anche connesso all’aumento di prezzo dei vini sfusi e all’aumento delle vendite di imbottigliato, entrambe variabili che hanno contraddistinto quel periodo, mentre nel biennio 2014-2015 , al contrario, il prezzo del vino sfuso è sceso. “In futuro c’è da evitare la banalizzazione dei vini da tavola, perché se il vino diventa una commodity l’Italia non riesce ad essere competitiva - sottolinea Santandrea - invece, anche sfruttando il marchio unico ‘Italian Taste’, dobbiamo vendere meglio il nostro vino da tavola, imbottigliarlo valorizzandone con orgoglio la sua origine italiana”.