Casa Artusi ombelico del mondo

Forlimpopoli – Se è vero che l’Artusi ha unito gli italiani a tavola, è altrettanto vero che la sua fama varca sempre di più i confini nazionali e unisce i palati di tutto il mondo. Ne è prova l’attività della scuola di cucina di Casa Artusi che in pochi giorni ha visto la presenza di oltre un centinaio di persone da ben due Continenti, per conoscere da vicino cosa si celi dietro le prelibatezze descritte nel ricettario del gastronomo romagnolo.

Il primo gruppo ha visto la presenza di 86 operatori turistici austriaci che hanno preso parte a una lezione di cucina sulla pasta fresca fatta a mano, condotta da Carla Brigliadori, con una degustazione del prelibato olio insieme a Gianluca Tumidei della Tenuta Pennita. Il gruppo, coordinato da Apt Emilia Romagna, nel territorio forlivese ha anche visitato le Cantine di Drei Donà (Massa di Vecchiazzano) e Celli (Bertinoro).

Anche una delegazione OCSE, composta da 25 persone provenienti da Canada, Stati Uniti, Germania, Inghilterra, Svezia, Francia e Polonia, è stata ospite a Casa Artusi. Accompagnati da Mara Valdinosi della Provincia di Forlì-Cesena, al gruppo è stato presentato il progetto di sviluppo culturale, turistico ed economico del territorio rappresentato dal progetto artusiano. Particolarmente interessata la delegazione inglese, con la quale sono stati avviati dei contatti per iniziative congiunte.

Infine, ma non meno importante, visita didattica e lezione di cucina di 23 studenti del corso di perfezionamento dell’Università di Urbino, “Geologia e gusto. Narratore del gusto, comunicatore di benessere e selezionatore delle tipicità italiane”, accompagnati dal Professor Rodolfo Coccioni (Ordinario di Paleontologia e Paleoecologia).