Bilancio positivo per il Parmigiano Reggiano: +12% nel 2016

Pollici in su per il Parmigiano Reggiano che, dopo un 2015 passato alla storia come una degli anni peggiori del decennio (quotazioni medie a 7,65 euro/kg), chiude il 2016 con una decisa ripresa: quotazione media pari a 8,63 euro/kg e incremento del 12% rispetto al 2015.

“Siamo lontani - spiega Alessandro Bezzi, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano - dalle quotazioni medie del 2011 e 2012 (rispettivamente 10,76 e 9,12 euro/kg), ma gli attuali valori, uniti alla buona tenuta dei consumi interni, ad un flusso di esportazioni che continua a crescere in modo rilevante e ai nuovi investimenti previsti dal piano quadriennale del Consorzio, creano condizioni complessive in grado di offrire migliori prospettive a quei 3.000 allevatori e 339 caseifici artigianali che compongono il nostro sistema e che nel 2014 e 2015 hanno pagato il prezzo più alto della crisi”I dati forniti dal presidente Bezzi e dal direttore Riccardo Deserti sono confortanti: i dati del consumo interno hanno registrato un incremento dello 0,3%,  ma il dato più sorprendente viene dai mercati esterni che segnano un +5,8%.

Decisamente positivi, dunque, i dati sull’export, che stanno registrando un testa a testa tra USA e Francia, per molti anni indiscusso mercato leader per il Parmigiano Reggiano. “Se si considera il fatto che proprio negli Stati Uniti e in Canada registriamo il concentrarsi di imponenti fenomeni di imitazione e di italian sounding, che disorientano e danneggiano consumatori e produttori - sottolineano il presidente e il direttore del Consorzio - è evidente che questa crescita è particolarmente importante e rende evidente l’efficacia delle azioni intraprese in questi anni con le catene distributive nordamericane e gli esportatori, ma anche delle azioni di informazione e di denuncia rispetto a pratiche che in quei Paesi sono comunque ritenute legittime”.

A crescere nel 2016 è stata anche la produzione che ha visto salire a 3.469.000 il numero delle forme, con un aumento del 5,1%. Il nostro obiettivo - spiega al proposito il presidente del Consorzio - non è comunque quello di ingessare la produzione, ma quello di aumentare le vendite in Italia e di rafforzare ulteriormente i progetti con gli esportatori per conquistare nuovi mercati, rafforzando ulteriormente anche tutto il sistema di vigilanza e di contrasto alle imitazioni. Nei primi dieci mesi del 2016, e nella sola Unione Europea il Consorzio ha messo in atto più di quaranta azioni di contrasto in sede stragiudiziale, amministrativa e di denunce che hanno portato a interventi d’ufficio da parte delle autorità competenti in otto Paesi europei; sui canali web sono stati effettuati 390 interventi di rimozione di offerte e siti ingannevoli”.