Bertinoro, Città del Vino e della Riserva Storica

Bertinoro – Se Forlimpopoli è la città del cibo, Bertinoro lo è del vino. Qui ha trovato linfa la Riserva storica del Sangiovese, qui si trovano le principali eccellenze del vino dell’Emilia Romagna (nell’ultima guida Ais ben quattro vini), qui si sono dati appuntamento le Città del Vino della Penisola. L’appuntamento è per sabato 20 e domenica 21 ottobre 2012 con degustazioni, incontri, momenti culturali e il compleanno di un vitigno tutto autoctono: l’Albana di Romagna. Che festeggerà i 25 anni di Docg in un incontro-degustazione di Ais Romagna (domenica alle 16,00), e che terminerà con un assaggio di sei albane abbinate ai prodotti gastronomici selezionati dalla Strada dei Vini e dei Sapori di Forlì Cesena. “L’Albana è un vino che dovrebbe essere maggiormente valorizzato, magari con la nascita di un Consorzio – ha detto Giorgio Amadei, vicepresidente di Ais Romagna – Nell’ultima guida de ‘Emilia Romagna da Bere e da Mangiare’ sono state una decina le eccellenze, a testimonianza che la qualità non manca. È la promozione che deve essere migliorata”. Gli ha fatto eco Giorgio Melandri giornalista-degustatore, curatore della Riserva Storica: “Bertinoro deve rivendicare un ruolo sull’Albana. Noi la abbiamo inserita nei vini della Riserva storica perché un territorio non si fonda su un solo prodotto, bensì è il contesto che deve essere valorizzato nel suo insieme. E l’Albana è un vitigno peculiare in questo territorio”. Riguardo alla Riserva Storica, domenica si festeggerà la seconda messa a dimora alle 14,30 con un carico di bottiglie che aprirà il corteo, diretto ai locali della Riserva. Una volta arrivato in Piazza della Libertà, il vino passerà di mano in mano a simboleggiare le tante persone che contribuiscono a rendere il Sangiovese un elemento chiave dell’identità romagnola.

La Riserva Storica nasce da un lavoro congiunto di due anni del Consorzio Vini di Bertinoro e del Comune di Bertinoro, curato da Giorgio Melandri. L’obiettivo è culturale: creare un luogo simbolo dell’identità del Sangiovese di Romagna, in cui accumulare di anno in anno le bottiglie più adatte all’invecchiamento. “Si tratta di un racconto che ha per protagonisti i tanti interpreti del territorio e che si nutre della loro diversità - ancora Melandri – La Romagna fatica a riconoscere la sua identità, non è consapevole del suo potenziale. Il progetto della Riserva storica va in questa direzione, tassello di una storia che si nutre della tradizione”.


Tra le altre iniziative, sabato 20 ottobre, presso la Chiesa di San Silvestro (Piazza E. Novelli) il convegno organizzato dall’Associazione Nazionale Città del Vino Turismo e cultura dell’accoglienza: strategie anticrisi e sostenibilità in ambito rurale. Il convegno sarà anche un’occasione per incontrare i rappresentanti delle Città del Vino che domenica mattina eleggeranno  il nuovo presidente dell’associazione e scoprire come le realtà che trovano nel vino un elemento cardine del loro tessuto economico affrontino l’attuale congiuntura e progettino il loro futuro.
(f.f.)