Artusi alla Settimana della Cucina Italiana nel mondo

Prenderà il via dal 21 al 27 novembre la prima edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo promossa dai Ministeri delle Politiche Agricole e degli Affari Esteri per promuovere il food Made in Italy.
Il programma, che è stato presentato alla conferenza stampa dello scorso 26 ottobre a Villa Madama a Roma, prevede oltre 1300 eventi in 105 Paesi: protagonisti i grandi prodotti e la tradizione culinaria italiana, raccontando il valore di un'alimentazione radicata nella nostra cultura e legata alla qualità della vita.
Casa Artusi assieme alla Regione Emilia-Romagna, sta realizzando il progetto “Pellegrino Artusi e l’unità italiana in cucina”; in collaborazione con la rete mondiale delle Rappresentanze Diplomatiche e Culturali del Ministero Affari Esteri, e con alcune sedi estere della Società Dante Alighieri e dell’Accademia della Cucina Italiana.

Dal 2011 ad oggi è stato presentato in trentacinque Paesi nel mondo e, per questa nuova occasione sarà realizzato in altre trenta città nei cinque Continenti, con formule personalizzate per ciascuna sede. Dalla mostra omonima multilingue (tradotta in albanese, croato, francese, greco, inglese, portoghese, russo, spagnolo, tedesco), a conferenze dei rappresentanti del Comitato Scientifico di Casa Artusi (Massimi Montanari, Alberto Capatti, Andrea Segrè), oltre a diversi altri accademici “artusiani”, il Presidente di Casa Artusi, Giordano Conti. E ancora, laboratori, cene a tema, show cooking e degustazioni a cura dei “maestri di cucina” di Casa Artusi.
Dalla Francia (in occasione della prima traduzione del manuale artusiano in francese a cura della casa editrice Actes Sud e grazie al contributo alla traduzione del Ministero Affari Esteri) al Portogallo, dalla Finlandia alla Tunisia, dalle Filippine ad Hong Kong, dall’Argentina alla Polonia (dove si sta lavorando per l’edizione in Polacco, prevista per il 2017) si parla e si gusta Pellegrino Artusi, il padre della cucina moderna e divulgatore della lingua italiana.
Del resto La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene è, non a caso, un best e long seller tradotto e pubblicato ad oggi in 8 lingue (inglese, spagnolo, catalano, tedesco, olandese, portoghese, russo, francese) e sono già in corso di traduzione l’edizione in polacco, in giapponese e in bulgaro.

Ma il progetto scelto dal Ministero Affari Esteri come esempio innovativo che traduce la tradizione in innovazione è l’Artusi hackathon: la cucina di casa nel giorno della festa, che meglio rappresenta l’idea del Buon Vivere italiano che unisce al prodotto di qualità le pratiche virtuose del saper fare, l’innovazione del ricercare, l’importanza dello stare insieme e il cibo come occasione d’incontro, come linguaggio universale in cui ogni cultura si ritrova, per riscoprire l’eredità di Pellegrino Artusi e lanciarla in contemporanea attraverso l’ambiente digitale, capace di cogliere quegli aspetti che rendono il cibo metafora di accoglienza, conoscenza e integrazione. Il contest è finalizzato alla realizzazione di strumenti originali e accessibili per promuovere, attraverso il confronto, la conoscenza del nostro patrimonio eno-gastronomico, la cultura del mangiare bene, del mangiare sano e del non spreco, lo scambio di tradizioni, delle modalità e dei processi per fare della cucina la migliore spinta alla modernità responsabile che ambisce a diventare di continuità nella promozione della nostra cultura nel mondo, attraverso un processo di innovazione partecipativa che include i giovani come punto di forza.

L’hackathon è un acceleratore di idee al quale partecipano, a vario titolo, esperti di diversi ambiti dell’informatica e della comunicazione (sviluppatori di software, programmatori, grafici web, digital maker). Questo progetto pilota, replicabile nel futuro in tutto il mondo, unisce e integra diversi ambiti che insieme si completano e si rafforzano nell’ottenimento del risultato atteso: cultura, innovazione, digital web, ricerca, agroalimentare e turismo e si compone, per questa versione pilota, di due momenti integrati di lavoro tra la Romagna e gli Stati Uniti.
La proposta è stata formulata da Casa Artusi e Settimana del Buon Vivere assieme alla Regione Emilia-Romagna.
Monica Fantini, coordinatrice del progetto di marketing territoriale Romagna Terra del Buon Vivere della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, in rappresentanza di Casa Artusi ha dichiarato: “E’ la prima volta che in Italia si produce un hackathon sul tema del cibo come elemento di conoscenza interculturale sviluppato in contemporanea in due paesi, l’uno patria di Artusi e l’altro potenziale fruitore di una esperienza che diventa marketing integrato”.
Artusi, pellegrino nel mondo, di nome e di fatto.