Artusi protagonista di "C'era una volta il libro"

Sarà ospitata all'interno di “C’era una volta il libro” (in programma a Cesena sabato 20 e domenica 21 Febbraio) la mostra collaterale dedicata ad uno dei personaggi più illustri del pantheon della Romagna, Pellegrino Artusi.
Nella mostra, che vuole rendere omaggio al padre della cucina italiana, saranno esposte le 15 edizioni del ricettario “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” curate direttamente dal gastronomo, e quelle successive, nonché i suoi due saggi critici su Ugo Foscolo e Giuseppe Giusti. Il tutto proveniente dalla collezione di Vittorio Maltoni.
 
Quella di ospitare una mostra dedicata ad Artusi all’interno di una fiera i cui protagonisti sono i libri antichi, quelli rari, ingialliti, a volte introvabili ma proprio per questo ancora più preziosi, non è una scelta dettata dal caso e nemmeno dall’attaccamento ad una figura tanto cara ai romagnoli, ma è piuttosto frutto della voglio di far conoscere la curiosa storia del suo celebre ricettario di cui lo stesso Artusi scrisse “La storia di un libro che rassomiglia alla storia della Cenerentola”.
Il volume “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, infatti, non nasce così come lo conosciamo oggi, ma si è arricchito poco a poco fino a raggiungere l’assetto definitivo contenente 790 ricette, solo nel 1909. La storia del testo passa, quindi, attraverso numero rielaborazioni che hanno interessato non solo le molteplici aggiunte e la struttura, ma anche la veste linguistica.
La prima edizione risale al 1891, era formata da 475 ricette e comprendeva la dedica “A due de’ miei migliori amici dalla candida pelle”, sostituita in tutte le edizioni successive da “L’autore a chi legge”.
Ma la vera storia che fa somigliare questo libro alla favola di Cenerentola è un’altra. Pare che Artusi decise di pubblicare la sua opera per avere un riscontro di pubblico dopo che Francesco Trevisan, professore di lettere del liceo Scipione Maffei, l’aveva definita «un libro che avrà poco esito». E, di fatto, il gastronomo forlimpopolese non solo inizialmente fu costretto a pubblicare il volume a sue spese presso il tipografo fiorentino Salvatore Landi, perché faticò a trovare un editore che lo finanziasse, ma addirittura venne più volte screditato.
Le iniziali delusioni raccolte, tuttavia, non lo scoraggiarono dal portare avanti la sua impresa: «Con le tendenze del secolo al materialismo e ai godimenti della vita, verrà giorno, e non è lontano, che saranno maggiormente ricercati e letti gli scritti di questo genere», scrive un profetico Pellegrino Artusi nella prefazione del suo testo senza neppure immaginare quanto libri e programmi di cucina siano di tendenza nel XXI secolo.
Oggi l’Artusi è arrivato alla sua centoundicesima ristampa, superando l’augurio che gli porse l’illustre antropologo Paolo Mantegazza: «Nel darci questo libro voi avete fatto un'opera buona, e per questo io vi auguro cento edizioni!».
 
Oltre alla mostra dedicata a Pellegrino Artusi, “C’era una volta il libro” ospiterà altre tre mostre collaterali raccontate e illustrate attraverso storici volumi d’epoca: “Scienza, terra e Wunderkammer”, “Raffinata scrittura: due secoli di calamai e spargi polvere” e, infine, un’antologia dei “Luneri di smembar”.
 
 
Info:
C’era una volta il libro” a Cesena Fiera sabato 20 e domenica 21 febbraio 2016.
Orario: 9-19.
Ingresso: 3 euro, (gratis fino ai 14 e over 70). Parcheggio gratuito.
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Tel. 0546 621554