Antonio Torino, unico reggiano a "Dire, Fare, Sognare"

Autodidatta, da 44 in Emilia, rinuncia alla Stella Michelin non per demeriti “ma per stresso” (sono parole sue). Non manca l’originalità in cucina come nella vita a Antonio Torino vincitore del “Dire Fare Sognare”, tributo alla cultura enogastronomica dell’Emilia Romagna. Unico reggiano premiato il riconoscimento al suo Ristorante Mamma Rosa a San Polo d’Enza gli è stato assegnato da tre tra le più illustri firme della critica enogastronomica nazionale: Andrea Grignaffini (critico enogastronomico), Elsa Mazzolini (giornalista enogastronomica) e Alessandra Meldolesi (giornalista gastronomica).
Promosso da Partea, il riconoscimento “Dire Fare Sognare” viene assegnato a coloro che hanno fatto della cultura del cibo e del vino il loro tratto distintivo. La giornata di premiazione è in programma lunedì 6 giugno 2016 alle 10,30 al Teatro Verdi a Cesena.
 
Nelle passate edizioni del reggiano erano stati premiatiMarilena Braglia trattoria Ghiara; Gianni e Federico D’Amato e Fulvia Salvarani Caffè Arti e Mestieri; Giovanni Mandara Pizzeria Piedigrotta; Sabatino Sorrentino della Pizzeria Eco del Mare di Albinea; Osteria del Viandante a Rubiera.
 
Chi è Antonio Torino
Nato a Maratea (Pz) dopo le scuole dell’obbligo frequenta la scuola alberghiera di Potenza. La passione della cucina la prende dalla mamma, a cui dava una mano in cucina per sfamare i suoi 13 fratelli e sorelle.
Nel 1972 si trasferisce a Reggio Emilia ed incomincia a lavorare nei ristoranti come addetto alla sala. Colui che lo fa crescere è il Moro di Sant’Ilario nella persona di Rico Rinaldini detto il Moro.
Nel 1981 rileva un vecchio ristorante a Sant’Ilario ed incomincia la sua avventura. Nel 1992 si trasferisce a San Polo d’Enza dove apre nella sede attuale un piccolo ristorante. Alla fine del 2001 arriva la stella Michelin e la mantiene fino al 2010: “non la perde ma vi rinuncia per lo stress”.
Autodidatta da sempre in cucina predilige il Pesce di mare anche perché il suo papà Paolo lo portava da bambino a pescare, quindi da qui nasce la passione.
I suoi piatti sono ricchi di semplicità, quindi materie prime selezionate. Al di là del pesce le farine, l’olio extravergine prodotto in casa e tantissimi altri prodotti che sono capaci di dare quel tocco in più alle sue preparazioni.
Il ristorante Mamma Rosa si avvale della collaborazione di un socio in sala Savino Nardò di Canosa di Puglia ed alcuni collaboratori.