50 anni per la Cantina dei Colli Romagnoli

Faenza - Oltre duemila soci, un fatturato di 22 milioni di euro, tre stabilimenti e due centri di raccolta uve. Sono i numeri della Cantina dei Colli Romagnoli che quest’anno festeggia il prestigioso traguardo del mezzo secolo di vita. Un traguardo che sarà onorato in una due giorni di festa a Faenza che vede la presentazione di un libro e un video rievocativo sulla storia della cooperativa (venerdì 21 giugno), e una festa presso lo stabilimento di via Formellino con musica, gastronomia e brindisi (sabato 22 giugno).

Un po’ di storia della cooperativa.
Pionieri della Cooperativa Produttori Agricoli (CO.P.A.), ora Cantina dei Colli Romagnoli, furono 17 mezzadri. All’epoca a Faenza vi erano già due cantine sociali cooperative, le quali non accettavano i mezzadri nella loro base sociale. Fu questo il motivo che spinse 17 lungimiranti “contadini” a costituire una nuova cantina cooperativa, formalmente sorta il 15 marzo del 1963.
Periodo difficile, gli anni ’60, contrassegnati da profonde divisioni in ambito nazionale e internazionale, con le campagne luogo di lotte e rivendicazioni per i diritti. C’era chi si toglieva il cappello davanti al latifondista e chi lottava per vedersi riconosciuti i diritti della percentuale del 58% sulla mezzadria.
In un clima di questo tipo gli inizi non furono semplici per la CO.P.A., il cui conferimento delle uve nei primi due anni avveniva in cantine prese in affitto nel faentino. Dopodichè il Consiglio di Amministrazione, presieduto da Antonio Sami e dal direttore Primo Zoli, decise di acquistare un terreno e costruirsi una cantina autonoma, quella ancora oggi attiva, sede amministrativa della Colli Romagnoli a Faenza in via Formellino.
“La CO.P.A. rappresentò per il territorio una grande risposta, sia per l’aumento del reddito sia per il miglioramento delle condizioni di lavoro in cui avveniva la vendemmia – afferma il Presidente Silvano Dalprato - I soci conferenti in cantina avevano creato le condizioni per poter operare direttamente sul mercato, realizzando prezzi fino ad allora insperati, con la garanzia del collocamento del loro prodotto”.
Quei primi passi nel mondo del vino sono diventati orme da gigante nel corso degli anni, grazie a innovazioni tecnologiche, miglioramento della qualità e mutamenti societari: il primo nel 1966 con l’adesione al consorzio cooperativo del Gruppo Cevico; il secondo nel 2008-2009 con la fusione per incorporazione prima di Terre Imolesi di Imola, poi della Cantina Frantoio Rubicone di Savignano e delle Terre Riminesi di Coriano.
Oggi la cantina dei Colli Romagnoli consta di tre stabilimenti (Imola, Faenza, Coriano), due centri di ritiro delle uve (Casola Valsenio e Savignano sul Rubicone), un patrimonio netto di 9,450 milioni di euro, oltre duemila soci e un fatturato di oltre 22 milioni di euro.
“La commercializzazione dei nostri vini avviene attraverso il Gruppo Cevico e vede la presenza delle nostre referenze in 54 paesi del mondo, in particolare Giappone, Russia e Est asiatico”, conclude Dalprato.

Il programma dei festeggiamenti 21-22 giugno.
Due i giorni di festa per celebrare il cinquantenario, tre le iniziative in programma: un libro, un video, la festa sociale. Venerdì 21 giugno all’Hotel del Cavallino di Faenza (via Forlivese, 185) alle 20,30 ci sarà la presentazione di un libro e di un video che raccontano i cinquant’anni della Cooperativa romagnola. Dopo il saluto dei sindaci di Faenza e Casola Valsenio, sono previsti interventi di Ruenza Santandrea presidente del Gruppo Cevico, Elio Gasperoni Presidente Legacoop Ravenna, Paolo Cattabiani Presidente Legacoop Emilia Romagna.
Sabato 22 presso
lo stabilimento di Faenza (via Formellino, 5), a partire dalle 19,00 festa sociale con stand gastronomici, l’orchestra ‘Claudio di Romagna’, lotteria a premi e brindisi finale con taglio della torta.